Valutazione, continuità e orientamento

CRITERI E MODALITA' PER LA VALUTAZIONE

La valutazione per gli alunni con disabilità fa riferimento a quanto indicato nel PEI (Piano Educativo Individualizzato) alla cui stesura partecipano i docenti dei Cdc in collaborazione con gli operatori socio sanitari e in accordo con i genitori. Il PEI può prevedere percorsi didattici differenziati anche ai fini della valutazione intermedia e finale (art.9 del DPR 122/09). I docenti di sostegno, contitolari della classe, partecipano alla valutazione di tutti gli studenti, avendo come criteri per la formulazione del giudizio quelli definiti dall'articolo 314, comma 2, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 e del Regolamento per la valutazione.
La valutazione di studenti con DSA
La Legge n. 170 del 8.10.2010, “ Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”, riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento, denominati DSA, che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate e in assenza di patologie neurologiche, ma che possono costituire una limitazione importante di alcune attività della vita quotidiana e del percorso formativo scolastico (art.1). La riscontrata sussistenza del DSA consente agli interessati di richiedere alla Scuola la messa in opera degli strumenti compensativi e/o dispensativi previsti dalle norme, che siano stati ravvisati utili nei singoli casi per rendere più agevole il percorso di studio, senza peraltro che ciò significhi dispensa per lo studente dall'obbligo di risultati sufficienti nelle singole discipline. Gli insegnanti avranno cura di lasciare traccia scritta del percorso svolto, della personalizzazione dell'insegnamento (PDP), degli strumenti e delle metodologie utilizzate al fine di una corretta e proficua continuità didattica ed educativa e per favorire il successo formativo anche qualora sulla classe dovesse intervenire una supplente o un nuovo insegnante. Si prevederanno, pertanto, quali misure dispensative già richiamate nelle note ministeriali, a titolo esemplificativo la dispensa dalla lettura ad alta voce, scrittura veloce sotto dettatura, uso del vocabolario, studio mnemonico delle tabelline, dispensa, ove necessario, dallo studio della lingua straniera in forma scritta, programmazione di tempi più lunghi per prove scritte e per lo studio a casa, organizzazione di interrogazioni programmate, valutazione delle prove scritte e orali con modalità che tengano conto del contenuto e non della forma, l'uso di una didattica individualizzata e personalizzata, con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico che tengano conto anche di caratteristiche peculiari dei soggetti.
Gli strumenti compensativi si sostanziano nell'introduzione di mezzi di apprendimento alternativi e nell'uso di tecnologie informatiche nella misura in cui il nostro Istituto abbia le risorse finanziarie, organizzative ed umane sufficienti a realizzarli. Per gli alunni con difficoltà specifiche di apprendimento (DSA) adeguatamente certificate, come indicato nel D.P.R.122, la valutazione e la verifica degli apprendimenti devono tenere conto delle specifiche situazioni soggettive di tali alunni e devono avvenire in coerenza con tutte le modalità adottate nelle fasi del percorso di apprendimento effettuato.
La valutazione di studenti con BES
La direttiva ministeriale emanata il 27 dicembre 2012, “Strumenti di intervento per gli alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica“, ha delineato indicazioni e strategie volte a consentire a tutti gli alunni, quali che siano le loro difficoltà, il pieno accesso all’apprendimento. Il «Bisogno Educativo Speciale è qualsiasi difficoltà evolutiva di funzionamento, permanente o transitoria, in ambito educativo e/o di apprendimento, dovuta all’interazione dei vari fattori di salute e che necessita di educazione speciale individualizzata», quindi rientrano nella più ampia definizione di BES tre grandi sotto-categorie:
¥ la disabilità;
¥ i disturbi evolutivi specifici (disturbi specifici dell’apprendimento, deficit del linguaggio, deficit da disturbo dell’attenzione e dell’iperattività, borderline cognitivo, ma anche altre tipologie di deficit o disturbo non altrimenti certificate);
¥ lo svantaggio socio-economico, linguistico, culturale.
Norme primarie di riferimento per tutte le iniziative che la scuola ha finora intrapreso sono state la legge n. 104/1992, per la disabilità, la legge n. 170/2010 e successive integrazioni per gli alunni con DSA e la D.M. 27/2013 per gli alunni con altri BES, e sul tema della personalizzazione la legge n. 53/2003 di riordino dei cicli.
La nuova direttiva ha esteso in modo definitivo a tutti gli studenti in difficoltà il diritto e quindi il dovere per tutti i docenti – alla personalizzazione dell’apprendimento, nella prospettiva di una presa in carico complessiva e inclusiva di tutti gli alunni.
L’adeguamento della programmazione consentirà anche la personalizzazione dei contenuti della valutazione includendo progettazioni didattico-educative calibrate oltre alla possibilità di aumentare i tempi di esecuzione di un compito, di ridurre quantitativamente le consegne, di strutturare le prove, di programmare gli impegni o altro, in modo simile a quanto già si fa con alunni DSA ma sempre in riferimento alla programmazione di classe.
La Valutazione degli Alunni Stranieri
Con gli studenti neo arrivati si dovrà privilegiare una valutazione formativa, condivisa con il Consiglio di Classe, che programmerà un Piano di Studio Personalizzato concentrato sui nuclei fondanti delle varie discipline. Una valutazione formativa comporta il prendere in considerazione il percorso dello studente, i passi effettuati, gli obiettivi possibili, la motivazione e l'impegno. Nel caso in cui gli studenti abbiano una buona conoscenza di una lingua straniera (inglese, francese) essa potrà fungere, in un primo momento, come lingua veicolare per l’acquisizione e l’esposizione dei contenuti. Rispetto agli apprendimenti disciplinari l’insegnante valuta le conoscenze e le competenze raggiunte dallo studente in base alla personalizzazione dei percorsi in correlazione ai contenuti minimi essenziali previsti per la classe. Alla fine dell’anno scolastico, nello scrutinio finale, indipendentemente dalle lacune presenti, saranno attentamente valutati i progressi compiuti e le potenzialità di recupero, ammettendolo alla classe successiva, nel caso tale valutazione risulti positiva. Gli obiettivi minimi per ciascuna disciplina rimarranno quelli individuati da ciascun dipartimento, risulterà differente la modalità per il raggiungimento degli stessi.