Regolamento d'istituto

IL CONSIGLIO D’ISTITUTO

 

VISTO            l’art. 10, comma3, lettera a) del T.U.16/4/94, n. 297; VISTI                        gli artt.8 e 9 del DPR 8/03/1999, n.275;

VISTO            il D.I. 01/02/2991,n.44;

VISTO            il verbale n.4 del 29/10/19, delibera n.5;

VALUTATA    l’opportunità di adottare un nuovo Regolamento d’Istituto, che va a sostituire Integralmente quello attualmente in vigore;

 

EMANA

il seguente regolamento:

 

CAPO I ORGANI COLLEGIALI

 

Art.1 Convocazione

L’iniziativa della convocazione di un Organo Collegiale è esercitata dal Presidente dell’Organo Collegiale stesso o da un terzo dei suoi componenti, nonché dalla Giunta Esecutiva.

L’atto di convocazione, emanato dal Presidente, è disposto con almeno cinque giorni di anticipo rispetto alla data prevista per la seduta e con anticipo di almeno 24 ore nel caso di riunioni d’urgenza. In tale ultimo caso la convocazione potrà essere fatta col mezzo più rapido.

La convocazione deve indicare gli argomenti da trattare, il giorno, l’ora, il luogo della riunione e deve essere affissa all’albo.

Le riunioni devono avvenire in ore non coincidenti con l’orario delle lezioni.

 

Art. 2 Validità sedute

La seduta si apre all’ora indicata nell’avviso di convocazione e diventa valida a tutti gli effetti con la metà più uno dei componenti in carica.

Nel numero dei componenti in carica non vanno computati i membri decaduti dalla carica e non ancora sostituiti.

Il numero legale deve sussistere non solo al principio della seduta, ma anche al momento della votazione.

 

Art. 3 Discussione ordine del giorno

Il Presidente individua tra i membri dell’Organo Collegiale il segretario della seduta, fatta eccezione per i casi in cui il segretario è individuato per legge.

E’ compito del Presidente porre in discussione tutti gli argomenti all’OdG nella successione in cui compaiono nell’avviso di convocazione.

Gli argomenti indicati nell’odg sono tassativi. Se l’Organo Collegiale è presente in tutti i suoi componenti, si possono aggiungere altri argomenti con il voto favorevole di tutti ipresenti.

Costituiscono eccezione al comma precedente le deliberazioni del C.I.S. che devono essere adottate su proposta della G.E.

 

L’ordine di trattazione degli argomenti può essere modificato su proposta di un componente l’Organo Collegiale, previa approvazione a maggioranza. In caso di aggiornamento della seduta dovrà essere mantenuto lo stesso odg.

 

Art. 4 Mozione d’ordine

Prima della discussione di un argomento all’odg, ogni membro presente alla seduta può presentare una mozione d’ordine per il non svolgimento della predetta discussione (“questione pregiudiziale”) oppure perché la discussione dell’argomento stesso sia rinviata (“questione sospensiva”). La questione sospensiva può essere posta anche durante la discussione.

Sulla mozione d’ordine possono parlare un membro a favore ed uno contro.

Sull’accoglimento della mozione si pronuncia l’Organo Collegiale a maggioranza con votazione palese.

L’accoglimento della mozione d’ordine determina la sospensione immediata della discussione dell’argomento all’OdG al quale si riferisce.

 

Art. 5 Diritto di intervento

Tutti i membri dell’Organo Collegiale, avuta la parola dal Presidente, hanno diritto di intervenire, secondo l’ordine di iscrizione e per il tempo strettamente.

Il Presidente ha la facoltà di replicare agli oratori, quando sia posto in discussione il suo operato quale Presidente e quando si contravvenga alle norme del presente Regolamento.

 

Art. 6 Dichiarazione di voto

Dopo che il Presidente ha dichiarato chiusa la discussione, possono aver luogo le dichiarazioni di voto, con le quali i votanti possono, brevemente, esporre i motivi per i quali voteranno a favore o contro il deliberando o i motivi per i quali si asterranno dal voto.

La dichiarazione di voto deve essere riportata nel verbale della seduta.

Le votazioni sono indette dal Presidente ed al momento delle stesse nessuno può più avere la parola, neppure per proporre mozioni d’ordine.

 

Art. 7 Votazioni

Le votazioni si effettuano in modo palese per alzata di mano, ovvero per appello nominale ad alta voce, quando lo richiedono il Presidente o uno dei componenti.

La votazione è segreta quando riguarda determinate o determinabili persone.

Le sole votazioni concernenti persone si prendono a scrutinio segreto mediante il sistema delle schede segrete.

La votazione non può validamente aver luogo, se i consiglieri non si trovano in numero legale.

I consiglieri che dichiarano di astenersi dal votare si computano nel numero necessario a rendere l’adunanza, ma non nel numero dei votanti.

Le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi salvo che disposizioni speciali prescrivano diversamente. In caso di parità, ma solo per le votazioni palesi, prevale il voto del Presidente.

La votazione, una volta chiusa, non può essere riaperta per il sopraggiungere di altri membri e non può nemmeno essere ripetuta, a meno che non si riscontri che il numero dei voti espressi è diverso da quello dei votanti.

Nel caso di approvazione di un provvedimento per parti con votazioni separate si procederà infine ad una votazione conclusiva sul provvedimento stesso nella sua globalità.

 

Art. 8 Risoluzioni

I componenti gli Organi Collegiali possono proporre risoluzioni dirette a manifestare orientamenti o a definire indirizzi dell’organo su specifici argomenti.

Per dette risoluzioni valgono, in quanto applicabili, le norme relative alle mozioni di cui all’art.4.

 

Art. 9 Processo verbale

Nella prima parte del verbale si dà conto della legalità dell’adunanza (data,ora e luogo della riunione, chi presiede, chi svolge la funzione di segretario, l’avvenuta verifica del numero legale dei presenti,i nomi con relativa qualifica dei presenti e degli assenti, questi ultimi se giustificati o no, l’odg).

Per ogni punto all’OdG si indicano molto sinteticamente le considerazioni emerse durante il dibattito, quindi si dà conto dell’esito della votazione (numero dei presenti, numero dei votanti, numero dei voti favorevoli, contrari, astenuti e nulli).

Nel verbale sono annotate anche le eventuali dichiarazioni di voto e il tipo di votazione seguito.

Un membro dell’Organo Collegiale può chiedere che a verbale risulti la volontà espressa da ogni singolo membro sulla materia oggetto della deliberazione.

I membri dell’Organo Collegiale hanno facoltà di produrre il testo di una loro dichiarazione da trascrivere a cura del segretario sul verbale.

I verbali delle sedute degli Organi Collegiali sono raccolti su appositi registri a pagine numerate, timbrate e firmate dal Dirigente Scolastico per vidimazione. I verbali sono numerati progressivamente nell’ambito dello stesso anno scolastico.

I verbali delle sedute degli Organi Collegiali sono raccolti su appositi registri a pagine numerati progressivamente nell’ambito dello stesso anno scolastico.

I verbali delle sedute degli Organi Collegiali possono:

  • essere redatti direttamente sul registro;
  • se prodotti con programmi informatici, essere incollati sulle pagine del registro e quindi timbrati e vidimati da segretario e Presidente in ogni pagina;
  • se prodotti con programmi informatici, essere rilegati per formare un registro le cui pagine dovranno essere timbrate e vidimate dal Dirigente Scolastico.

Copia del processo verbale viene inviata ad ogni singolo membro dell’Organo Collegiale con la convocazione della seduta successiva. Il processo verbale viene letto ed approvato al termine della seduta. Ove ciò non fosse possibile per ragioni di tempo si approverà prima dell’inizio della seduta immediatamente successiva.

 

Art. 10 Surroga

Surroga di membri cessati

Per la sostituzione dei membri elettivi venuti a cessare per qualsiasi causa si procede secondo il disposto dell’art.22 del D.P.R.416/74.

Le eventuali elezioni suppletive si effettueranno, di norma, nello stesso giorno in cui si tengono quelle per il rinnovo degli organi di durata annuale e, comunque, entro il primo trimestre di ogni anno scolastico.

I membri subentrati cessano anch’essi dalla carica allo scadere del periodo di durata del Consiglio.

 

Art. 11 Programmazione

Ciascuno degli Organi Collegiali programma le proprie attività nel tempo, in rapporto alle proprie competenze;allo scopo di realizzare, nei limiti del possibile, un ordinato svolgimento delle attività stesse, raggruppando a date, prestabilite in linea di massima,la discussione di argomenti su cui sia possibile prevedere con certezza la necessità di adottare decisioni, proposte o pareri.

 

Art.12 Decadenza

I membri dell’Organo Collegiale sono dichiarati decaduti quando perdono i requisiti richiesti per l’eleggibilità o non intervengono per tre sedute successive senza giustificati motivi.

Spetta all’Organo Collegiale vagliare le giustificazioni addotte dagli interessati.

 

Art. 13 Dimissioni

I componenti eletti dell’Organo Collegiale possono dimettersi in qualsiasi momento. Le dimissioni sono date dinanzi all’organo Collegiale.

L’Organo Collegiale prende atto delle dimissioni.

In prima istanza, l’Organo Collegiale può invitare il dimissionario a recedere dal suo proposito. Una volta che l’Organo Collegiale abbia preso atto delle dimissioni, queste divengono definitive ed irrevocabili.

Il membro dimissionario, fino al momento della presa d’atto delle dimissioni, fa parte a pieno titolo dell’Organo Collegiale e, quindi, va computato nel numero dei componenti l’Organo Collegiale medesimo.

 

Art.14

Norme di funzionamento del Consiglio dell’Istituzione Scolastica

  1. La prima convocazione del C.I.S., immediatamente successiva alla nomina dei relativi membri risultati eletti, è disposta dal Dirigente Scolastico
  2. Nella prima seduta, il C.I.S.è presieduto dal Dirigente Scolastico ed elegge, tra i rappresentanti dei genitori membri del Consiglio stesso, il proprio Presidente. L’elezione ha luogo a scrutinio segreto. Sono candidati tutti i genitori membri del C.I.S. E’ considerato eletto il genitore che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti rapportata al numero dei componenti del C.I.S.
  3. Qualora non si raggiunga detta maggioranza nella prima votazione, il Presidente è eletto a maggioranza relativa dei votanti, sempre che siano stati presenti la metà più uno dei componenti in carica. In caso di parità si ripete la votazione finché non si determini una maggioranza relativa (D.M. 26 luglio 1983).
  4. Il C.I.S. può deliberare di eleggere anche un vice presidente, da votarsi fra i genitori componenti il Consiglio stesso con le stesse modalità previste per l’elezione del Presidente. In caso di impedimento o di assenza del Presidente ne assume le funzioni il vice presidente o, in mancanza anche di questi, il consigliere più anziano di età.
  5. Il C.I.S. è convocato dal Presidente con le modalità stabilite dal precedente art.1.
  6. Il Presidente del C.I.S. è tenuto a disporre la convocazione del Consiglio su richiesta del Presidente della Giunta Esecutiva.
  7. L’ordine del giorno è formulato dal Presidente del C.I.S. su proposta del Presidente della Giunta Esecutiva.
  8. A conclusione di ogni seduta del C.I.S., singoli consiglieri possono indicare argomenti da inserire nell’ordine del giorno della riunione successiva.
  9. Il C.I.S. può invitare esperti con funzione consultiva a partecipare ai propri lavori; può inoltre costituire commissioni.
  10. Il C.I.S., al fine di rendere più agile e proficua la propria attività, può deliberare le nomine di speciali commissioni di lavoro e/o di studio.
  11. Delle commissioni nominate dal C.I.S. possono far parte i membri del Consiglio stesso, altri rappresentanti delle varie componenti scolastiche ed eventuali esperti qualificati esterni alla scuola.
  12. Le commissioni possono avere potere deliberante nei limiti stabiliti dal C.I.S.; svolgono la propria attività secondo le direttive e le modalità stabilite dall’Organo stesso. Ad esso sono tenute a riferire, per il tramite del loro coordinatore, in merito al lavoro svolto ed alle

 

conclusioni cui sono pervenute, nel termine di tempo fissato preventivamente. Delle sedute di commissione viene redatto sintetico processo verbale.

  1. Le sedute del C.I.S., ad eccezione di quelle nelle quali si discutono argomenti riguardanti singole persone, sono pubbliche. Possono assistere, compatibilmente con l’idoneità del locale ove si svolgono, gli elettori delle componenti rappresentate e tutti gli altri previsti, per legge.
  2. Ove il comportamento del pubblico, che comunque non ha diritto di parola, non sia corretto il Presidente ha il potere di disporre la sospensione della seduta e la sua prosecuzione in forma non pubblica.
  3. La pubblicità degli atti del C.I.S. avviene mediante affissione in apposito albo dell’istituto, della copia integrale,sottoscritta dal segretario del Consiglio, del testo delle deliberazioni adottate dal Consiglio.
  4. L’affissione all’albo avviene entro il termine massimo di otto dalla relativa seduta del Consiglio. La copia della deliberazione deve rimanere esposta per un periodo non inferiore a 10 giorni.
  5. I verbali e tutti gli atti preparatori delle sedute sono depositati nell’ufficio di segreteria dell’istituto e sono consultabili da chiunque ne abbia titolo su richiesta da esaudire entro due giorni dalla presentazione. Tale richiesta, indirizzata al Dirigente Scolastico, è orale per docenti, personale A.T.A. e genitori; è, invece, scritta e motivata in tutti gli altri casi.
  6. Non sono soggetti a pubblicazione gli atti e le deliberazioni concernenti singole persone, salvo contraria richiesta dell’interessato.
  7. Il consigliere assente per tre volte consecutive sarà invitato dalla Presidenza a presentare per iscritto le giustificazioni dell’assenza.

Ove risultasse assente alla successiva seduta, sarà dichiarato decaduto dal C.I.S. con votazione a maggioranza relativa. Le giustificazioni presentate saranno esaminate dal Consiglio: ove le assenze siano ritenute ingiustificate dalla maggioranza assoluta del Consiglio, il consigliere decade dalla carica. Ogni consigliere giustifica le sue assenze attraverso la Segreteria della scuola, al Presidente del C.I.S.

 

Art.15

Norme di funzionamento

della Giunta Esecutiva del Consiglio dell’Istituzione Scolastica

  1. Il C.I.S. nella prima seduta, dopo l’elezione del Presidente, che assume immediatamente le sue funzioni, elegge nel suo seno una Giunta esecutiva composta da un docente, un componente ATA, un genitore e uno studente; secondo modalità stabilite dal Consiglio stesso e con voto segreto.
  2. Della Giunta fanno parte di diritto il Dirigente Scolastico, che la presiede ed ha la rappresentanza dell’istituto, ed il DSGA, che svolge anche la funzione di segretario della Giunta stessa.
  3. La Giunta esecutiva prepara i lavori del C.I.S., predisponendo tutto il materiale necessario ad una corretta informazione dei consiglieri almeno due giorni prima della seduta del Consiglio.

 

Art.16

Norme di funzionamento del Collegio dei Docenti

  1. Il CD si insedia all’inizio di ciascun anno scolastico e si riunisce  secondo  il  Piano  Annuale delle Riunioni concordato ed approvato prima dell’inizio delle lezioni.
  2. Le riunioni sono convocate dal Dirigente Scolastico in seduta ordinaria secondo calendario, in seduta straordinaria ogni qualvolta il Dirigente Scolastico ne ravvisi la necessità o quando almeno un terzo dei suoi componenti ne faccia richiesta.
  3. Il CD, al fine di rendere più agile e proficua la propria attività, può deliberare le nomine di speciali commissioni di lavoro e/o di studio.

 

  1. Delle commissioni nominate dal CD possono far parte i membri del Collegio stesso, altri rappresentanti delle varie componenti scolastiche ed eventuali esperti qualificati esterni alla scuola. Le commissioni eleggono un coordinatore. Le commissioni possono avanzare proposte relativamente all’oggetto per il quale sono state nominate.

 

Art. 17

Norme di funzionamento del Comitato per la valutazione del servizio degli insegnanti

  1. Il Comitato per la valutazione del servizio degli insegnanti è convocato dal DS:
    • in periodi programmati, ai sensi del precedente art. 11, per la valutazione del servizio richiesta da singoli interessati a norma dell’art. 448 del D.L.vo n. 297/94, per un periodo non superiore all’ultimo triennio;
    • alla conclusione dell’anno prescritto, agli effetti della valutazione del periodo di prova degli insegnanti, ai sensi degli artt. 438, 439, e 440 del D.L. vo n. 297/94;
    • ogni qualvolta se ne presenti la necessità.

 

Art. 18

Norme di funzionamento dei Consigli di Classe

  1. Il Consiglio di Classe è presieduto dal DS o da un docente, suo delegato, membro del Consiglio ed è convocato a seconda delle materie sulle quali deve deliberare, con la presenza di tutte le componenti ovvero con la sola presenza dei docenti.
  2. Il Consiglio di Classe si insedia all’inizio di ciascun anno scolastico e si riunisce secondo il Piano delle Riunioni concordato ed approvato prima dell’inizio delle lezioni.

 

 

Art. 19 Assemblee

Le assemblee delle singole componenti sono regolate dagli artt. sopra riportati.

 

Art. 20 Assemblee studentesche

Le assemblee studentesche (DPR 416) costituiscono occasione di partecipazione democratica per l’approfondimento dei problemi della scuola e della società, in funzione della formazione culturale degli studenti. L'Istituzione Scolastica garantisce e disciplina, nell'ambito della normativa vigente, l'esercizio del diritto di associazione all'interno della scuola e il diritto degli studenti singoli ed associati a svolgere iniziative all'interno di essa.

  1. Assemblee di Classe

Possono essere tenute (come previsto dai Decreti Delegati) in numero di una al mese, fino a un massimo di due ore, in orario scolastico. La richiesta di assemblea, corredata di dettagliato ordine del giorno e controfirmata dai docenti le cui ore di lezione vengono interessate, deve pervenire al Dirigente almeno tre giorni feriali prima della data di svolgimento. Il Dirigente la concede tenendo presente il criterio di rotazione tra le materie e dandone comunicazione almeno due giorni prima della data richiesta.

I richiedenti, tenuta l’assemblea, presentano al Coordinatore il verbale dell’assemblea debitamente redatto.

Tutti i verbali vengono custoditi in un apposito raccoglitore in presidenza.

  1. Assemblee d’ISTITUTO
    • Possono essere tenute (come previsto dai Decreti Delegati) in numero di una al mese - ad eccezione di settembre e maggio - in orario scolastico e nel limite delle ore di lezione di una giornata.

 

  • b ) L’assemblea è concessa dal Dirigente previa richiesta della maggioranza del Comitato studentesco composto dai rappresentanti di classe e d’Istituto degli studenti.
  • c ) La richiesta con dettagliato ordine del giorno deve essere presentata al Dirigente almeno otto giorni prima della data di svolgimento.
  • d ) Il relativo verbale viene depositato in presidenza.

 

  1. Assemblee del Comitato Studentesco

a ) Sono convocate su richiesta degli studenti eletti nel Consiglio d?Istituto o della maggioranza dei rappresentanti di classe o dal Dirigente, con almeno tre giorni feriali di preavviso.

b ) Alle assemblee di classe o di Istituto possono assistere, oltre al Dirigente Scolastico o un suo

delegato, anche gli insegnanti che lo desiderano.

 

 

************ CAPO II DOCENTI

 

Art. 21

Indicazioni sui doveri dei docenti

  1. I docenti che accolgono gli alunni devono trovarsi in classe almeno cinque minuti prima dell’inizio delle lezioni.
  2. Il docente della prima ora deve segnalare sul registro di classe gli alunni assenti, controllare quelli dei giorni precedenti e segnare sul registro di classe l’avvenuta o la mancata giustificazione, se l’assenza è superiore a cinque giorni precedenti e segnare sul registro di classe l’avvenuta o la mancata giustificazione, se l’assenza è superiore a cinque giorni, deve accertare la presenza del certificato medico. Il docente, qualora un alunno dopo tre giorni dal rientro continui ad essere sprovvisto di giustificazione, segnalerà in Presidenza il nominativo.
  3. In caso di ritardo di un alunno occorre segnare l’orario di entrata, la giustificazione o la richiesta di giustificazione e ammetterlo in classe.
  4. I docenti hanno cura di non lasciare mai, per nessun motivo, gli alunni da soli.
  5. Durante l’intervallo i docenti vigilano sull’intera classe e collaborano con i colleghi delle altre classi.
  6. Durante le ore di lezione non è consentito fare uscire dalla classe più di un alunno per volta, fatta eccezione per i casi seriamente motivati.
  7. Se un docente deve per pochi minuti allontanarsi dalla propria classe occorre che avvisi un collaboratore scolastico o un collega affinché vigili sulla classe.
  8. In occasione di uscite o per trasferimenti in palestra o nei laboratori, gli alunni devono lasciare in ordine il materiale scolastico chiuso nelle borse affinché altri alunni, sotto la guida e la sorveglianza dei docenti, possano usufruire dell’aula senza creare problemi.
  9. Al termine delle lezioni i docenti accertano che i locali utilizzati vengano lasciati in ordine ed i materiali siano riposti negli appositi spazi.
  10. I docenti devono prendere visione dei piani di evacuazione dei locali della scuola e devono sensibilizzare gli alunni sulle tematiche della sicurezza.
  11. E’ assolutamente vietato ostruire con mobili, arredi, anche solo temporaneamente, le vie di fuga e le uscite di sicurezza.
  12. Non è consentito, per ragioni di sicurezza, sistemare mobili bassi accanto a vetrate e finestre, sia in aula che in qualunque altra zona dell’edificio scolastico accessibile agli alunni.
  13. I docenti,ove accertino situazioni di pericolo, devono prontamente comunicarlo in Presidenza.
  14. I docenti hanno facoltà di richiedere colloqui e/o approfondimenti telefonici con le famiglie nell’ottica di un rapporto scuola/famiglia più trasparente e fattivo.

 

  1. Ogni docente apporrà la propria firma per presa visione delle circolari e degli avvisi. In ogni caso tutte le circolari e gli avvisi affissi all’albo della scuola o inseriti nell’apposito registro degli avvisi si intendono regolarmente notificati.
  2. I docenti non possono utilizzare i telefoni cellulari durante l’orario di lavoro.
  3. I docenti non possono utilizzare i telefoni della scuola per motivi personali.

 

************

 

CAPO III PERSONALE AMMINISTRATIVO

 

Art. 22

Doveri del personale amministrativo

  1. Il ruolo del personale amministrativo è indispensabile anche come supporto all’azione didattica e la valorizzazione delle loro competenze è decisa per l’efficienza e l’efficacia del servizio e per il conseguimento delle finalità educative.
  2. Il personale amministrativo indossa, in modo ben visibile, il tesserino di riconoscimento per l’intero orario di lavoro ed al telefono risponde con la denominazione dell’Istituzione Scolastica e il loro nome.
  3. Cura i rapporti con l’utenza nel rispetto delle disposizioni in materia di trasparenza e di accesso alla documentazione amministrativa prevista dalla legge.
  4. Collabora con i docenti.
  5. La qualità del rapporto col pubblico e col personale è di fondamentale importanza, in quanto esso contribuisce a determinare il clima educativo della scuola e a favorire il processo comunicativo tra le diverse componenti che dentro o attorno alla scuola si muovono.
  6. Il personale amministrativo è tenuto al rispetto dell’orario di servizio.

 

 

************

 

CAPO IV

ASSISTENTI TECNICI - COLLABORATORI SCOLASTICI

 

Art. 23 Assistenti Tecnici

L’assistente tecnico coadiuva l’insegnante nelle seguenti operazioni:

  1. E’ tenuto ad adoperarsi per la messa a punto degli strumenti in modo di assicurarne l’efficienza, anche al fine di evitare infortuni e danni alle persone e alle cose.
  2. E’Tenuto ad assicurarsi del funzionamento degli strumenti prima dell’ingresso in laboratorio dell’insegnante e della classe.
  3. Tiene aggiornati materiali a disposizione nei laboratori.
  4. È presente durante l’attività didattica per intervenire nel caso in cui si verificassero problemi con le macchine.
  5. Alla fine di ogni ora di lezione verifica eventuali anomalie, guasti o danni arrecati, comunicando all’ufficio tecnico eventuali responsabili.
  6. Provvede alla rimessa in ordine delle macchine e del materiale impiegato durante le lezioni.
  7. Provvede alle piccole riparazioni delle macchine utilizzate.
  8. L’assistente tecnico in servizio deve chiudere a chiave la porta di accesso dei laboratori quando tutte le attività sono cessate.
  9. L’Assistente tecnico deve impedire l’accesso ai laboratori a persone esterne alla scuola, a meno che non siano in possesso di autorizzazione del Dirigente Scolastico o di un suo delegato.

 

 

Art. 24

Norme di comportamento e doveri dei collaboratori scolastici

  1. I collaboratori scolastici sono tenuti a prestare servizio, salvo diverse disposizioni, nella zona di competenza secondo le mansioni loro assegnate.
  2. In ogni turno di lavoro i collaboratori scolastici devono accertare l’efficienza dei dispositivi di sicurezza, individuali e collettivi, e la possibilità di utilizzarli con facilità.
  3. I collaboratori scolastici:
    • indossano, in modo ben visibile, il tesserino di riconoscimento per l’intero orario di lavoro;
    • devono vigilare sull’ingresso e sull’uscita degli alunni;
    • sono facilmente reperibili da parte degli Insegnanti, per qualsiasi evenienza;
    • collaborano al complessivo funzionamento didattico e formativo;
    • comunicano immediatamente al Dirigente Scolastico o ai suoi Collaboratori l’eventuale assenza dell’Insegnante dall’aula, per evitare che la classe resti incustodita;
    • favoriscono l’integrazione degli alunni portatori di handicap;
    • vigilano sulla sicurezza ed incolumità degli alunni, in particolare durantegli spostamenti e nelle uscite degli alunni per recarsi ai servizi o in altri locali
    • possono svolgere, su accertata disponibilità, funzione di accompagnatore durante i viaggi e le visite d’istruzione;
    • riaccompagnano nelle loro classi gli alunni che senza seri motivi, sostano nei corridoi;
    • sorvegliano gli alunni in caso di uscita dalle classi, di ritardo, assenza, o allontanamento momentaneo dell’insegnante;
    • impediscono, con le buone maniere, che gli alunni di altri corsi possano svolgere azioni di disturbo nel corridoio di propria pertinenza, riconducendoli alle loro classi;
    • sono disponibili con gli alunni, non dimenticando mai che la funzione della scuola è quella di educare specialmente quegli allievi che ne hanno più bisogno;
    • tengono i servizi igienici sempre decorosi, puliti e accessibili;
    • provvedono, al termine delle lezioni, alla quotidiana pulizia con acqua e detersivi disinfettanti dei servizi e degli spazi di pertinenza, nonché delle suppellettili delle aule affidate;
    • non si allontanano dal posto di servizio, tranne che per motivi autorizzati dal Direttore

S.G.A. o dal Dirigente Scolastico;

  • invitano tutte le persone estranee che non siano espressamente autorizzate dal Dirigente Scolastico a uscire dalla Scuola. A tale proposito si terranno informati sugli orari di ricevimento dei genitori, collocati sempre in ore libere da insegnamento;
  • sorvegliano l’uscita delle classi;
  1. Ove accertino situazioni di disagio, di disorganizzazione o di pericolo, devono prontamente comunicarlo in Segreteria. Segnalano, sempre in segreteria, l’eventuale rottura di suppellettili, sedie o banchi prima di procedere alla sostituzione.
  2. Accolgono il genitore dell’alunno minorenne, che vuol richiedere l’autorizzazione all’uscita anticipata. Il permesso di uscita, firmato dal Dirigente Scolastico o da un docente delegato, verrà portato dal collaboratore nella classe dell’alunno, dove il docente dell’ora provvederà alla annotazione dell’autorizzazione sul registro di classe. Dopodiché l’alunno che ha richiesto di uscire anticipatamente potrà lasciare la scuola.
  3. Al termine del servizio tutti i collaboratori scolastici, di qualunque turno e a qualsiasi spazio addetti dovranno controllare, dopo aver fatto le pulizie, quanto segue:
    • che tutte le luci siano spente;
    • che tutti i rubinetti dei servizi igienici siano ben chiusi;
    • che siano chiuse le porte delle aule, le finestre e le serrande delle aule e della scuola;
    • che ogni cosa sia al proprio posto e in perfetto ordine;
    • che vengano chiuse le porte e i cancelli della scuola;

 

  • gli ausiliari addetti agli uffici controlleranno che siano chiuse tutte le porte degli uffici.
  1. Devono apporre la propria firma, per presa visione, sulle circolari e sugli avvisi; in ogni caso tutte le circolari e gli avvisi affissi all’albo della scuola o inseriti nel registro degli avvisi della scuola si intendono regolarmente notificati al personale tutto.
  2. E’ fatto obbligo ai collaboratori scolastici di prendere visione delle mappe di evacuazione dei locali e di controllare quotidianamente la praticabilità ed efficienza delle vie di esodo.

 

 

************

 

CAPO V ALUNNI

 

Art. 25

Norme di comportamento

  1. Gli studenti sono tenuti a frequentare regolarmente tutte le attività curricolari rispettando l’orario di inizio e fine delle stesse. Per le attività extracurricolari ed extrascolastiche a cui gli studenti hanno aderito valgono le stesse indicazioni. Devono assolvere assiduamente agli impegni di studio.
  2. All’inizio dell’anno scolastico ad ogni studente viene consegnato il libretto personale che sarà strumento per le comunicazioni scuola famiglia in particolare per assenze e ritardi. Per gli studenti minorenni il libretto deve essere firmato dal genitore o da chi ne fa le veci; per gli studenti maggiorenni il libretto può essere firmato dall’alunno stesso. Il libretto deve essere conservato con cura e deve essere disponibile in ogni momento.
  3. La scuola comunica alle famiglie le assenze mediante i canali tradizionali e con la puntuale compilazione del registro elettronico, consultabile dai genitori degli studenti mediante password da ritirare presso la segreteria didattica.
  4. L’accesso alle aule è consentito solo dopo il suono della prima campanella.
  5. L'accesso alla palestra, alle aule speciali o laboratori avviene unicamente in presenza dell’insegnante.
  6. La presenza in Istituto degli studenti oltre il normale orario scolastico deve essere preventivamente autorizzata.

 

Art.26

Accesso alle aule, ritardi e assenze, permessi

  1. Gli alunni sono ammessi alle aule cinque minuti prima dell’inizio delle lezioni, al suono della prima campanella.
  2. Le lezioni iniziano al suono della seconda campanella. Nei primi minuti di lezione l’insegnante della prima ora verifica tramite appello nominale la presenza degli studenti in aula e successivamente registra le eventuali giustificazioni delle assenze e dei ritardi.
  3. gli alunni in ritardo sono ammessi direttamente dal docente di classe, al massimo entro dieci minuti dal suono della seconda campanella. eventuali deroghe sono consentite solo in seguito a motivi documentati dallo studente e accertati dal dirigente o dal collaboratore. accertati i motivi del ritardo, il dirigente o i collaboratori rilasciano allo studente un permesso di entrata da esibire al docente di classe.
  4. In sede di scrutinio finale, la frequenza dei ritardi e delle assenze, è criterio di valutazione.
  5. I docenti, i coordinatori e il Dirigente Scolastico hanno facoltà di controllare l’effettiva presa d’atto delle famiglie riguardo alle assenze degli studenti.
  6. Gli studenti che possono documentare oggettive e ripetute difficoltà a raggiungere in orario la scuola con i mezzi di trasporto disponibili, hanno diritto a concordare con il Dirigente Scolastico un diverso orario di ingresso a scuola, temporaneo o permanente, entro il quale non saranno considerati assenti o in ritardo alle lezioni.

 

  1. Ugualmente e per gli stessi motivi, il Dirigente Scolastico può concedere permessi di uscita anticipata da scuola, una volta che abbia ricevuto documentazione di una reale difficoltà di trasporto degli studenti. Tali permessi sono comunque da considerare misure eccezionali, in considerazione del valore che l’Istituto assegna alla frequenza puntuale ed assidua a tutte le lezioni.

 

Art. 27

Giustificazioni dei ritardi e delle assenze

  1. Tutte le assenze e i ritardi vanno motivati, dalle famiglie o dagli studenti se maggiorenni, tramite il libretto scolastico.
  2. In caso di assenze, superiori a 5 giorni, per motivi di famiglia, lo studente è tenuto ad informare la scuola con un congruo anticipo, tramite lettera indirizzata al Capo d'Istituto e debitamente firmata dai genitori.
  3. Gli studenti non possono, in nessun caso, abbandonare l'Istituto durante il periodo delle lezioni senza l'autorizzazione del Capo d'Istituto o di un suo delegato. La disposizione vale anche per le attività extra- curriculari.

 

Art. 28 Uscite anticipate

  1. Gli studenti maggiorenni che abbiano la necessità di lasciare la scuola prima della fine delle lezioni, dovranno seguire il seguente iter procedurale:

I genitori dovranno depositare di persona in segreteria apposita delega, valevole per l’intero anno scolastico, con la quale autorizzeranno l’Istituto all’uscita anticipata dei propri figli.

Il modello di delega dovrà essere compilato e firmato da entrambi i genitori e consegnato personalmente dai genitori presso lo sportello della segreteria didattica.

Alla delega saranno allegate le fotocopie dei documenti di riconoscimento di entrambi i genitori e dello/della studente/studentessa interessato/a.

Una volta depositata e protocollata la Delega, gli studenti maggiorenni, che avranno l’esigenza di lasciare l’Istituto prima del termine delle lezioni, dovranno presentarsi dalle ore

8.15 alle ore 8.20, presso l’Ufficio di Vicepresidenza consegnando l’apposito modello di richiesta, scaricabile dal sito della scuola.

Successivamente verranno avvisate le famiglie dell’uscita anticipata, al fine di coniugare l’obbligo di vigilanza e formazione della scuola con il diritto di autodeterminazione dello studente maggiorenne. La richiesta sarà depositata agli Atti dell’Istituto.

Una volta presentato il modello di richiesta e avvenuta la comunicazione alla famiglia, agli studenti verrà rilasciato il permesso, già giustificato, di uscita anticipata, che sarà registrato dall’insegnante che all’ora dell’uscita anticipata si troverà in classe.

  1. Gli studenti minorenni possono lasciare l’Istituto solo se prelevati da un genitore o da un suo delegato con delega scritta da parte dei genitori e relativa fotocopia della carta di identità del delegante e del delegato.

Entrate posticipate e uscite anticipate concorrono ad aumentare il numero del monte ore di assenza degli studenti che ne usufruiscono.

 

Art. 29

Uscite anticipate per malore

  1. in casi di indisposizione o malore improvviso lo studente, minorenne o maggiorenne è autorizzato a lasciare l'istituto solo se accompagnato da un familiare o da persona delegata.
  2. Il Dirigente Scolastico o il personale preposto, possono richiedere l’intervento del servizio sanitario di pronto soccorso, se ritenuto necessario.

 

Art. 30 Comportamento a scuola

  1. Il comportamento a scuola deve essere rispettoso della persona, delle idee e del lavoro. Un comportamento corretto richiede:
    • Un abbigliamento consono all’ambiente e alla situazione;
    • Un linguaggio adeguato;
    • Il rispetto degli altri;

 

  1. Gli studenti devono limitare le richieste di uscita dall'aula al minimo indispensabile e solo per reali necessità.
  2. Il prolungarsi eccessivo dell'allontanamento è considerato interruzione arbitraria dell'attività in classe e va segnalato sul registro di classe.
  3. Al cambio dell'ora gli alunni devono trattenersi nelle loro aule. Durante le ore di lezione allo studente non è permesso mangiare. È consentito solo il consumo di acqua.
  4. E’ vietato fumare in tutti gli ambienti scolastici e in tutte le pertinenze esterne.
  5. Durante l’intero orario scolastico i cellulari ed altri dispositivi elettronici devono essere tenuti spenti e disposti sulla cattedra o nel cassetto della stessa. gli studenti consegneranno al docente della prima ora i dispositivi elettronici di cui sono in possesso per riottenerli cinque minuti prima della fine dell’ultima ora. Riferimento nota MIUR 15 marzo 2007.
  6. Durante la partecipazione degli studenti alle attività laboratoriali, motorie o didattiche, che necessitino uno spostamento dall’aula, lo studente recherà con sé il proprio dispositivo, denaro ed altri oggetti di valore, per il cui smarrimento l’Istituto non si assume alcuna responsabilità.
  7. L’accesso al servizio bar è consentito in orario determinato e regolarizzato dal dirigente attraverso una disposizione scritta. L’accesso al bar è comunque consentito ad uno studente per classe che acquisterà vivande e alimenti per tutti gli studenti della classe di riferimento.
  8. Il dirigente scolastico o i suoi collaboratori possono derogare solo in caso di necessità documentata o impellente dello studente.

Art. 31 Trasferimenti al cambio dell'ora

  1. I trasferimenti dalle aule alla palestra e ai laboratori devono avvenire alla presenza del docente con ordine e tempestività senza disturbare l’attività didattica delle altre classi. Tutti gli studenti sono tenuti ad essere presenti in palestra durante le ore di lezione di Educazione Fisica. La disposizione riguarda anche gli studenti esonerati o temporaneamente impediti ai quali non è consentito restare in aula o negli spogliatoi.
  2. E’ fatto divieto agli alunni invitare estranei ed intrattenersi con loro nella scuola.

 

Art. 32

Diritto di trasparenza nella didattica

L’alunno ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola.

Il coordinatore del CdC si farà carico di illustrare alla classe il POF e recepirà osservazioni e suggerimenti che verranno posti all’analisi e alla discussione del consiglio di classe.

I docenti esplicitano le metodologie didattiche che intendono seguire, le modalità di verifica e i criteri di valutazione.

La valutazione sarà sempre tempestivamente motivata nell’intento di attivare negli alunni processi di autovalutazione che consentano di individuare i propri punti di forza e di debolezza e quindi migliorare il proprio rendimento.

 

***********

 

 

CAPO VI GENITORI

 

Art. 33 Indicazioni

  1. I genitori sono i responsabili più diretti dell’educazione e dell’istruzione dei propri figli e pertanto hanno il dovere di condividere con la scuola tale importante compito.
  2. E’ opportuno che i genitori:
    • trasmettano ai ragazzi che la scuola è di fondamentale importanza per il loro futuro e per la loro formazione culturale;
    • Stabiliscano rapporti corretti con gli Insegnanti, collaborando a costruire un clima di reciproca fiducia e di fattivo sostegno;
    • Controllino  leggano     e firmino tempestivamente le comunicazioni sul libretto personale.
    • Consultino il sito web dell’istituto per leggere le comunicazioni del dirigente;
    • Ritirino le password per accedere al registro elettronico dal quale si evincono assenze, ritardi, valutazioni e annotazioni che riguardano i propri figli.
    • Partecipino con regolarità alle riunioni previste;
    • Favoriscano la partecipazione dei figli a tutte le attività programmate dalla scuola;
    • Osservino le modalità di giustificazione delle assenze, dei ritardi e delle uscite anticipate;
    • sostengano gli Insegnanti controllando l’esecuzione dei compiti a casa;
  3. Gli insegnanti sono disponibili ad incontri individuali, tutte le volte che la situazione lo richieda o quando venga fatta esplicita richiesta in tal senso dalla famiglia. In questi casi si concorda, tramite gli alunni, l’orario di ricevimento. La scuola, in casi urgenti o per segnalare situazioni particolari, invierà alle famiglie degli alunni un avviso di convocazione.
  4. In caso di sciopero del personale la scuola avvertirà le famiglie con apposito comunicato e con congruo anticipo. Non sempre sarà possibile garantire il normale svolgimento delle lezioni. È possibile, quindi, che gli alunni presenti in scuola siano suddivisi in gruppi e affidati per la vigilanza ai docenti e/o ai collaboratori scolastici non scioperanti. In situazioni di emergenza verranno comunque impartire opportune disposizioni.
  5. Allo scopo di mantenere vivo e proficuo l’affiatamento tra le famiglie e la scuola i genitori sono inviatati ad utilizzare al massimo le occasioni offerte partecipando alle assemblee di classe ed ai colloqui individuali con i docenti nelle occasioni di ricevimento. Sono gradite e possibili anche altre forme di collaborazione o proposte di riunioni suggerite dai genitori stessi.

 

Art. 34 Diritto di Assemblea

  1. I genitori degli alunni hanno diritto di riunirsi in Assemblea nei locali della scuola secondo le modalità previste dagli articoli 12 e 15 del Testo Unico del 16 aprile 1994, n.297.
  2. Le assemblee si svolgono fuori dall’orario delle lezioni.
  3. L’Assemblea dei genitori può essere di classe, per classi parallele o dell’Istituzione Scolastica.

 

Art. 35 Assemblea di classe

  1. L’Assemblea di classe è presieduta da un genitore eletto nel Consiglio di Interclasse, Intersezione, Classe.
  2. E’ convocata dal Presidente con preavviso di almeno cinque giorni. La convocazione può essere richiesta:
    • dagli insegnanti;

 

  • da un quinto delle famiglie degli alunni della classe.
  1. Il Presidente richiede per scritto l’autorizzazione a tenere l’assemblea e provvede; anche tramite gli insegnanti, a diramare gli avvisi di convocazione, contenenti l’ordine del giorno, alle famiglie.
  2. L’Assemblea è valida qualunque sia il numero dei presenti.
  3. Dei lavori dell’Assemblea viene redatto succinto verbale, a cura di uno dei componenti.
  4. Copia del verbale viene inviata alla Presidenza.
  5. Possono partecipare alle riunioni, con diritto di parola, il Dirigente Scolastico e gli insegnanti di classe.

 

Art. 36

Assemblea dell’Istituzione Scolastica

  1. L’Assemblea è presieduta da uno dei genitori, componenti il Consiglio dell’Istituzione scolastica o di classe, eletto dall’assemblea.
  2. L’Assemblea è convocata dal Presidente con preavviso di almeno sette giorni.
  3. La convocazione dell’Assemblea può essere richiesta:
    1. da 50 genitori;
    2. da un quinto dei genitori eletti nei Consigli diClasse;
    3. dal Consiglio d’Istituto;
    4. dal Dirigente Scolastico.
  4. Il Presidente richiede per scritto l’autorizzazione a tenere l’assemblea e provvede, anche tramite gli insegnanti, a diramare gli avvisi di convocazione, contenenti l’ordine del giorno, alle famiglie.
  5. L’Assemblea è valida qualunque sia il numero dei presenti. Dei lavori della Assemblea viene redatto verbale a cura di uno dei partecipanti incaricato dal Presidente.
  6. Copia del verbale viene consegnata alla Presidenza.
  7. Possono partecipare alle riunioni, con diritto di parola, il Dirigente Scolastico e i docenti.

 

Art. 37

Accesso dei genitori nei locali scolastici

  1. Non è consentita per nessun motivo la permanenza dei genitori nelle aule o nei corridoi all’inizio delle attività didattiche.
  2. L’ingresso dei genitori nella scuola, durante le attività didattiche è consentito esclusivamente in caso di uscita anticipata del figlio. Gli insegnanti, pertanto, si asterranno dall’intrattenersi con i genitori durante l’attività didattica anche per colloqui individuali riguardanti l’alunno.
  3. I genitori degli alunni possono accedere agli edifici scolastici nelle ore di ricevimento settimanale dei docenti.

 

***********

 

CAPO VII LABORATORI

 

ART. 38

Uso dei laboratori e aule speciali

  1. I laboratori e le aule speciali sono assegnati dal Dirigente Scolastico all’inizio di ogni anno alla responsabilità di un docente che svolge funzioni di subconsegnatario ed ha il compito di mantenere una lista del materiale disponibile, tenere i registri del laboratorio, curare il calendario d’accesso allo stesso, proporre interventi di manutenzione, ripristino, sostituzione di attrezzature, ecc.....

 

  1. Il responsabile di laboratorio concorda coi i docenti interessati i tempi di utilizzo da parte delle classi e con il Dirigente Scolastico le modalità ed i criteri per l’utilizzo del laboratorio in attività extrascolastiche.
  2. in caso di danni, manomissioni, furti alle attrezzature o ai locali il responsabile del laboratorio o il docente di turno, sono tenuti ad interrompere le attività se le condizioni di sicurezza lo richiedono e a segnalare la situazione tempestivamente in Presidenza per l’immediato ripristino delle condizioni di efficienza e al fine di individuare eventuali responsabili.
  3. L’orario di utilizzo dei laboratori e aule speciali sarà comunicato a cura dei responsabili.
  4. Le responsabilità inerenti all’uso dei laboratori e delle aule speciali, competono all’insegnante nei limiti della sua funzione di sorveglianza ed assistenza agli alunni.
  5. I laboratori e le aule speciali devono essere lasciate in perfetto ordine.

 

Art. 39 Diritto d’autore

1. Il materiale cartaceo, audiovisivo ed informatico è sottoposto alla normativa sui diritti d’autore, quindi i docenti si assumono ogni responsabilità sulla riproduzione e/o duplicazione dello stesso.

 

Art. 40

Uso esterno della strumentazione tecnica

(macchine fotografiche, telecamere, portatili, sussidi vari, ecc…)

1. L’utilizzo esterno della strumentazione tecnica in dotazione alla scuola è autorizzato dal Dirigente Scolastico sentito il Direttore SGA;va segnalato nell’apposito registro, ove verranno riportati tutti i dati richiesti a cura del responsabile. Alla riconsegna dell’attrezzatura, l’incaricato provvederà alla rapida verifica di funzionalità degli strumenti, prima di deporli. Si riporterà inoltre sull’apposito registro la data dell’avvenuta riconsegna e le eventuali segnalazioni di danno.

 

Art. 41

Utilizzo delle infrastrutture sportive dell’istituto

  1. Il Dirigente Scolastico nomina all’inizio dell’anno scolastico uno o più docenti responsabili dell’area sportiva dell’Istituzione Scolastica che provvederanno alla predisposizione degli orari di utilizzo e di funzionamento delle singole infrastrutture in orario curricolare e al coordinamento delle iniziative extracurricolari.
  2. La palestra e le sue attrezzature sono riservate, durante le ore di lezione, agli alunni. Per ragioni di tipo igienico in palestra si dovrà entrare solamente con le scarpe da ginnastica.

 

Art. 42

Uso degli strumenti di scrittura e duplicazione

  1. Le attrezzature dell’Istituto per la stampa e la riproduzione (fotocopiatrice, computerecc), oltre al primario uso didattico ed amministrativo, possono essere utilizzate per attività di esclusivo interesse della scuola.E’ escluso l’utilizzo degli strumenti della scuola per scopi personali.
  2. L’uso delle fotocopiatrici, per motivi di sicurezza e per evitare guasti,è riservato al personale incaricato.
  3. I docenti devono consegnare al personale incaricato con anticipo di almeno un giorno il materiale da riprodurre.
  4. L’uso della fotocopiatrice è gratuito per il materiale didattico utilizzato dagli alunni e dagli insegnanti, nei limiti degli stanziamenti di bilancio fissati annualmente.

 

 

*************

 

 

CAPO VIII COMUNICAZIONI

 

Art. 43

Distribuzione materiale informatico e pubblicitario

  1. Nessun tipo di materiale informativo di pubblicità varia potrà essere distribuito nelle classi, o comunque nell’area scolastica, senza la preventiva autorizzazione del Dirigente Scolastico.
  2. E’ garantita la possibilità di scambio e di circolazione di ogni tipo di materiale utilizzabile nel lavoro scolastico (giornali, ecc….) e di quello frutto del lavoro della scuola stessa e delle classi (giornalino, mostre, ricerche).
  3. E’ garantita la possibilità di informazione ai genitori da parte di Enti, Associazioni culturali, ecc…
  4. La scuola non consentirà la circolazione di informazione pubblicitaria a scopo economico e speculativo.
  5. Il Dirigente Scolastico disciplinerà la circolazione del materiale.
  6. Per gli alunni si prevede di :
  1. distribuire tutto il materiale che riguarda il funzionamento e l’organizzazione della scuola;
  2. autorizzare la distribuzione del materiale relativo alle attività sul territorio a livello Comunale e Comprensoriale, inviato da Enti istituzionali;
  3. autorizzare la distribuzione di materiale che si riferisca ad iniziative od attività sul territorio, gestite da Enti, Società, Associazioni private che abbiano stipulato accordi di collaborazione con la Scuola, purché l’iniziativa non persegua fini di lucro.

 

CAPO VIII ACCESSO DEL PUBBLICO

 

Art. 44

Accesso di estranei ai locali scolastici

  1. Qualora i docenti ritengano utile invitare in classe altre persone in funzione di “esperti”a supporto dell’attività didattica chiederanno, di volta in volta, l’autorizzazione al Dirigente Scolastico. Gli “esperti”permarranno nei locali scolastici per il tempo strettamente necessario all’espletamento delle loro funzioni. In ogni caso la completa responsabilità didattica e di vigilanza della classe resta del docente.
  2. Nessun’altra persona estranea e comunque non fornita di autorizzazione rilasciata dal Dirigente Scolastico o suo delegato può entrare nell’edificio scolastico dove si svolgono le attività didattiche.
  3. Chiunque ha libero accesso, durante le ore di apertura della scuola, al locale dove si trova l’albo d’istituto per prendere visione degli atti esposti e può accedere all’ufficio di Presidenza e di segreteria durante l’orario di apertura dei medesimi.
  4. I signori rappresentanti ed agenti commerciali devono qualificarsi esibendo tesserino di riconoscimento.

 

E’ allegato al presente documento il Regolamento di Disciplina che ne costituisce parte integrante.

 

Piedimonte Matese,

 

 

                                                                                                                                              Il Dirigente Scolastico

                                                                                                                     Prof.ssa Clotilde Marcellina Riccitelli

IL CONSIGLIO D’ISTITUTO

 

VISTO            l’art. 10, comma3, lettera a) del T.U.16/4/94, n. 297; VISTI                        gli artt.8 e 9 del DPR 8/03/1999, n.275;

VISTO            il D.I. 01/02/2991,n.44;

VISTO            il verbale n.4 del 29/10/19, delibera n.5;

VALUTATA    l’opportunità di adottare un nuovo Regolamento d’Istituto, che va a sostituire

                          Integralmente quello attualmente in vigore;

 

EMANA

il seguente regolamento:

 

CAPO I ORGANI COLLEGIALI

 

Art.1 Convocazione

L’iniziativa della convocazione di un Organo Collegiale è esercitata dal Presidente dell’Organo Collegiale stesso o da un terzo dei suoi componenti, nonché dalla Giunta Esecutiva.

L’atto di convocazione, emanato dal Presidente, è disposto con almeno cinque giorni di anticipo rispetto alla data prevista per la seduta e con anticipo di almeno 24 ore nel caso di riunioni d’urgenza. In tale ultimo caso la convocazione potrà essere fatta col mezzo più rapido.

La convocazione deve indicare gli argomenti da trattare, il giorno, l’ora, il luogo della riunione e deve essere affissa all’albo.

Le riunioni devono avvenire in ore non coincidenti con l’orario delle lezioni.

 

Art. 2 Validità sedute

La seduta si apre all’ora indicata nell’avviso di convocazione e diventa valida a tutti gli effetti con la metà più uno dei componenti in carica.

Nel numero dei componenti in carica non vanno computati i membri decaduti dalla carica e non ancora sostituiti.

Il numero legale deve sussistere non solo al principio della seduta, ma anche al momento della votazione.

 

Art. 3 Discussione ordine del giorno

Il Presidente individua tra i membri dell’Organo Collegiale il segretario della seduta, fatta eccezione per i casi in cui il segretario è individuato per legge.

E’ compito del Presidente porre in discussione tutti gli argomenti all’OdG nella successione in cui compaiono nell’avviso di convocazione.

Gli argomenti indicati nell’odg sono tassativi. Se l’Organo Collegiale è presente in tutti i suoi componenti, si possono aggiungere altri argomenti con il voto favorevole di tutti ipresenti.

Costituiscono eccezione al comma precedente le deliberazioni del C.I.S. che devono essere adottate su proposta della G.E.

 

L’ordine di trattazione degli argomenti può essere modificato su proposta di un componente l’Organo Collegiale, previa approvazione a maggioranza. In caso di aggiornamento della seduta dovrà essere mantenuto lo stesso odg.

 

Art. 4 Mozione d’ordine

Prima della discussione di un argomento all’odg, ogni membro presente alla seduta può presentare una mozione d’ordine per il non svolgimento della predetta discussione (“questione pregiudiziale”) oppure perché la discussione dell’argomento stesso sia rinviata (“questione sospensiva”). La questione sospensiva può essere posta anche durante la discussione.

Sulla mozione d’ordine possono parlare un membro a favore ed uno contro.

Sull’accoglimento della mozione si pronuncia l’Organo Collegiale a maggioranza con votazione palese.

L’accoglimento della mozione d’ordine determina la sospensione immediata della discussione dell’argomento all’OdG al quale si riferisce.

 

Art. 5 Diritto di intervento

Tutti i membri dell’Organo Collegiale, avuta la parola dal Presidente, hanno diritto di intervenire, secondo l’ordine di iscrizione e per il tempo strettamente.

Il Presidente ha la facoltà di replicare agli oratori, quando sia posto in discussione il suo operato quale Presidente e quando si contravvenga alle norme del presente Regolamento.

 

Art. 6 Dichiarazione di voto

Dopo che il Presidente ha dichiarato chiusa la discussione, possono aver luogo le dichiarazioni di voto, con le quali i votanti possono, brevemente, esporre i motivi per i quali voteranno a favore o contro il deliberando o i motivi per i quali si asterranno dal voto.

La dichiarazione di voto deve essere riportata nel verbale della seduta.

Le votazioni sono indette dal Presidente ed al momento delle stesse nessuno può più avere la parola, neppure per proporre mozioni d’ordine.

 

Art. 7 Votazioni

Le votazioni si effettuano in modo palese per alzata di mano, ovvero per appello nominale ad alta voce, quando lo richiedono il Presidente o uno dei componenti.

La votazione è segreta quando riguarda determinate o determinabili persone.

Le sole votazioni concernenti persone si prendono a scrutinio segreto mediante il sistema delle schede segrete.

La votazione non può validamente aver luogo, se i consiglieri non si trovano in numero legale.

I consiglieri che dichiarano di astenersi dal votare si computano nel numero necessario a rendere l’adunanza, ma non nel numero dei votanti.

Le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi salvo che disposizioni speciali prescrivano diversamente. In caso di parità, ma solo per le votazioni palesi, prevale il voto del Presidente.

La votazione, una volta chiusa, non può essere riaperta per il sopraggiungere di altri membri e non può nemmeno essere ripetuta, a meno che non si riscontri che il numero dei voti espressi è diverso da quello dei votanti.

Nel caso di approvazione di un provvedimento per parti con votazioni separate si procederà infine ad una votazione conclusiva sul provvedimento stesso nella sua globalità.

 

Art. 8 Risoluzioni

I componenti gli Organi Collegiali possono proporre risoluzioni dirette a manifestare orientamenti o a definire indirizzi dell’organo su specifici argomenti.

Per dette risoluzioni valgono, in quanto applicabili, le norme relative alle mozioni di cui all’art.4.

 

Art. 9 Processo verbale

Nella prima parte del verbale si dà conto della legalità dell’adunanza (data,ora e luogo della riunione, chi presiede, chi svolge la funzione di segretario, l’avvenuta verifica del numero legale dei presenti,i nomi con relativa qualifica dei presenti e degli assenti, questi ultimi se giustificati o no, l’odg).

Per ogni punto all’OdG si indicano molto sinteticamente le considerazioni emerse durante il dibattito, quindi si dà conto dell’esito della votazione (numero dei presenti, numero dei votanti, numero dei voti favorevoli, contrari, astenuti e nulli).

Nel verbale sono annotate anche le eventuali dichiarazioni di voto e il tipo di votazione seguito.

Un membro dell’Organo Collegiale può chiedere che a verbale risulti la volontà espressa da ogni singolo membro sulla materia oggetto della deliberazione.

I membri dell’Organo Collegiale hanno facoltà di produrre il testo di una loro dichiarazione da trascrivere a cura del segretario sul verbale.

I verbali delle sedute degli Organi Collegiali sono raccolti su appositi registri a pagine numerate, timbrate e firmate dal Dirigente Scolastico per vidimazione. I verbali sono numerati progressivamente nell’ambito dello stesso anno scolastico.

I verbali delle sedute degli Organi Collegiali sono raccolti su appositi registri a pagine numerati progressivamente nell’ambito dello stesso anno scolastico.

I verbali delle sedute degli Organi Collegiali possono:

  • essere redatti direttamente sul registro;
  • se prodotti con programmi informatici, essere incollati sulle pagine del registro e quindi timbrati e vidimati da segretario e Presidente in ogni pagina;
  • se prodotti con programmi informatici, essere rilegati per formare un registro le cui pagine dovranno essere timbrate e vidimate dal Dirigente Scolastico.

Copia del processo verbale viene inviata ad ogni singolo membro dell’Organo Collegiale con la convocazione della seduta successiva. Il processo verbale viene letto ed approvato al termine della seduta. Ove ciò non fosse possibile per ragioni di tempo si approverà prima dell’inizio della seduta immediatamente successiva.

 

Art. 10

Surroga di membri cessati

Per la sostituzione dei membri elettivi venuti a cessare per qualsiasi causa si procede secondo il disposto dell’art.22 del D.P.R.416/74.

Le eventuali elezioni suppletive si effettueranno, di norma, nello stesso giorno in cui si tengono quelle per il rinnovo degli organi di durata annuale e, comunque, entro il primo trimestre di ogni anno scolastico.

I membri subentrati cessano anch’essi dalla carica allo scadere del periodo di durata del Consiglio.

 

Art. 11 Programmazione

Ciascuno degli Organi Collegiali programma le proprie attività nel tempo, in rapporto alle proprie competenze;allo scopo di realizzare, nei limiti del possibile, un ordinato svolgimento delle attività stesse, raggruppando a date, prestabilite in linea di massima,la discussione di argomenti su cui sia possibile prevedere con certezza la necessità di adottare decisioni, proposte o pareri.

 

Art.12 Decadenza

I membri dell’Organo Collegiale sono dichiarati decaduti quando perdono i requisiti richiesti per l’eleggibilità o non intervengono per tre sedute successive senza giustificati motivi.

Spetta all’Organo Collegiale vagliare le giustificazioni addotte dagli interessati.

 

Art. 13 Dimissioni

I componenti eletti dell’Organo Collegiale possono dimettersi in qualsiasi momento. Le dimissioni sono date dinanzi all’organo Collegiale.

L’Organo Collegiale prende atto delle dimissioni.

In prima istanza, l’Organo Collegiale può invitare il dimissionario a recedere dal suo proposito. Una volta che l’Organo Collegiale abbia preso atto delle dimissioni, queste divengono definitive ed irrevocabili.

Il membro dimissionario, fino al momento della presa d’atto delle dimissioni, fa parte a pieno titolo dell’Organo Collegiale e, quindi, va computato nel numero dei componenti l’Organo Collegiale medesimo.

 

Art.14

Norme di funzionamento del Consiglio dell’Istituzione Scolastica

  1. La prima convocazione del C.I.S., immediatamente successiva alla nomina dei relativi membri risultati eletti, è disposta dal Dirigente Scolastico
  2. Nella prima seduta, il C.I.S.è presieduto dal Dirigente Scolastico ed elegge, tra i rappresentanti dei genitori membri del Consiglio stesso, il proprio Presidente. L’elezione ha luogo a scrutinio segreto. Sono candidati tutti i genitori membri del C.I.S. E’ considerato eletto il genitore che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti rapportata al numero dei componenti del C.I.S.
  3. Qualora non si raggiunga detta maggioranza nella prima votazione, il Presidente è eletto a maggioranza relativa dei votanti, sempre che siano stati presenti la metà più uno dei componenti in carica. In caso di parità si ripete la votazione finché non si determini una maggioranza relativa (D.M. 26 luglio 1983).
  4. Il C.I.S. può deliberare di eleggere anche un vice presidente, da votarsi fra i genitori componenti il Consiglio stesso con le stesse modalità previste per l’elezione del Presidente. In caso di impedimento o di assenza del Presidente ne assume le funzioni il vice presidente o, in mancanza anche di questi, il consigliere più anziano di età.
  5. Il C.I.S. è convocato dal Presidente con le modalità stabilite dal precedente art.1.
  6. Il Presidente del C.I.S. è tenuto a disporre la convocazione del Consiglio su richiesta del Presidente della Giunta Esecutiva.
  7. L’ordine del giorno è formulato dal Presidente del C.I.S. su proposta del Presidente della Giunta Esecutiva.
  8. A conclusione di ogni seduta del C.I.S., singoli consiglieri possono indicare argomenti da inserire nell’ordine del giorno della riunione successiva.
  9. Il C.I.S. può invitare esperti con funzione consultiva a partecipare ai propri lavori; può inoltre costituire commissioni.
  10. Il C.I.S., al fine di rendere più agile e proficua la propria attività, può deliberare le nomine di speciali commissioni di lavoro e/o di studio.
  11. Delle commissioni nominate dal C.I.S. possono far parte i membri del Consiglio stesso, altri rappresentanti delle varie componenti scolastiche ed eventuali esperti qualificati esterni alla scuola.
  12. Le commissioni possono avere potere deliberante nei limiti stabiliti dal C.I.S.; svolgono la propria attività secondo le direttive e le modalità stabilite dall’Organo stesso. Ad esso sono tenute a riferire, per il tramite del loro coordinatore, in merito al lavoro svolto ed alle

 

conclusioni cui sono pervenute, nel termine di tempo fissato preventivamente. Delle sedute di commissione viene redatto sintetico processo verbale.

  1. Le sedute del C.I.S., ad eccezione di quelle nelle quali si discutono argomenti riguardanti singole persone, sono pubbliche. Possono assistere, compatibilmente con l’idoneità del locale ove si svolgono, gli elettori delle componenti rappresentate e tutti gli altri previsti, per legge.
  2. Ove il comportamento del pubblico, che comunque non ha diritto di parola, non sia corretto il Presidente ha il potere di disporre la sospensione della seduta e la sua prosecuzione in forma non pubblica.
  3. La pubblicità degli atti del C.I.S. avviene mediante affissione in apposito albo dell’istituto, della copia integrale,sottoscritta dal segretario del Consiglio, del testo delle deliberazioni adottate dal Consiglio.
  4. L’affissione all’albo avviene entro il termine massimo di otto dalla relativa seduta del Consiglio. La copia della deliberazione deve rimanere esposta per un periodo non inferiore a 10 giorni.
  5. I verbali e tutti gli atti preparatori delle sedute sono depositati nell’ufficio di segreteria dell’istituto e sono consultabili da chiunque ne abbia titolo su richiesta da esaudire entro due giorni dalla presentazione. Tale richiesta, indirizzata al Dirigente Scolastico, è orale per docenti, personale A.T.A. e genitori; è, invece, scritta e motivata in tutti gli altri casi.
  6. Non sono soggetti a pubblicazione gli atti e le deliberazioni concernenti singole persone, salvo contraria richiesta dell’interessato.
  7. Il consigliere assente per tre volte consecutive sarà invitato dalla Presidenza a presentare per iscritto le giustificazioni dell’assenza.

Ove risultasse assente alla successiva seduta, sarà dichiarato decaduto dal C.I.S. con votazione a maggioranza relativa. Le giustificazioni presentate saranno esaminate dal Consiglio: ove le assenze siano ritenute ingiustificate dalla maggioranza assoluta del Consiglio, il consigliere decade dalla carica. Ogni consigliere giustifica le sue assenze attraverso la Segreteria della scuola, al Presidente del C.I.S.

 

Art.15

Norme di funzionamento

della Giunta Esecutiva del Consiglio dell’Istituzione Scolastica

  1. Il C.I.S. nella prima seduta, dopo l’elezione del Presidente, che assume immediatamente le sue funzioni, elegge nel suo seno una Giunta esecutiva composta da un docente, un componente ATA, un genitore e uno studente; secondo modalità stabilite dal Consiglio stesso e con voto segreto.
  2. Della Giunta fanno parte di diritto il Dirigente Scolastico, che la presiede ed ha la rappresentanza dell’istituto, ed il DSGA, che svolge anche la funzione di segretario della Giunta stessa.
  3. La Giunta esecutiva prepara i lavori del C.I.S., predisponendo tutto il materiale necessario ad una corretta informazione dei consiglieri almeno due giorni prima della seduta del Consiglio.

 

Art.16

Norme di funzionamento del Collegio dei Docenti

  1. Il CD si insedia all’inizio di ciascun anno scolastico e si riunisce  secondo  il  Piano  Annuale delle Riunioni concordato ed approvato prima dell’inizio delle lezioni.
  2. Le riunioni sono convocate dal Dirigente Scolastico in seduta ordinaria secondo calendario, in seduta straordinaria ogni qualvolta il Dirigente Scolastico ne ravvisi la necessità o quando almeno un terzo dei suoi componenti ne faccia richiesta.
  3. Il CD, al fine di rendere più agile e proficua la propria attività, può deliberare le nomine di speciali commissioni di lavoro e/o di studio.

 

  1. Delle commissioni nominate dal CD possono far parte i membri del Collegio stesso, altri rappresentanti delle varie componenti scolastiche ed eventuali esperti qualificati esterni alla scuola. Le commissioni eleggono un coordinatore. Le commissioni possono avanzare proposte relativamente all’oggetto per il quale sono state nominate.

 

Art. 17

Norme di funzionamento del Comitato per la valutazione del servizio degli insegnanti

  1. Il Comitato per la valutazione del servizio degli insegnanti è convocato dal DS:
    • in periodi programmati, ai sensi del precedente art. 11, per la valutazione del servizio richiesta da singoli interessati a norma dell’art. 448 del D.L.vo n. 297/94, per un periodo non superiore all’ultimo triennio;
    • alla conclusione dell’anno prescritto, agli effetti della valutazione del periodo di prova degli insegnanti, ai sensi degli artt. 438, 439, e 440 del D.L. vo n. 297/94;
    • ogni qualvolta se ne presenti la necessità.

 

Art. 18

Norme di funzionamento dei Consigli di Classe

  1. Il Consiglio di Classe è presieduto dal DS o da un docente, suo delegato, membro del Consiglio ed è convocato a seconda delle materie sulle quali deve deliberare, con la presenza di tutte le componenti ovvero con la sola presenza dei docenti.
  2. Il Consiglio di Classe si insedia all’inizio di ciascun anno scolastico e si riunisce secondo il Piano delle Riunioni concordato ed approvato prima dell’inizio delle lezioni.

 

 

Art. 19 Assemblee

Le assemblee delle singole componenti sono regolate dagli artt. sopra riportati.

 

Art. 20 Assemblee studentesche

Le assemblee studentesche (DPR 416) costituiscono occasione di partecipazione democratica per l’approfondimento dei problemi della scuola e della società, in funzione della formazione culturale degli studenti. L'Istituzione Scolastica garantisce e disciplina, nell'ambito della normativa vigente, l'esercizio del diritto di associazione all'interno della scuola e il diritto degli studenti singoli ed associati a svolgere iniziative all'interno di essa.

  1. Assemblee di Classe

Possono essere tenute (come previsto dai Decreti Delegati) in numero di una al mese, fino a un massimo di due ore, in orario scolastico. La richiesta di assemblea, corredata di dettagliato ordine del giorno e controfirmata dai docenti le cui ore di lezione vengono interessate, deve pervenire al Dirigente almeno tre giorni feriali prima della data di svolgimento. Il Dirigente la concede tenendo presente il criterio di rotazione tra le materie e dandone comunicazione almeno due giorni prima della data richiesta.

I richiedenti, tenuta l’assemblea, presentano al Coordinatore il verbale dell’assemblea debitamente redatto.

Tutti i verbali vengono custoditi in un apposito raccoglitore in presidenza.

  1. Assemblee d’ISTITUTO
    • Possono essere tenute (come previsto dai Decreti Delegati) in numero di una al mese - ad eccezione di settembre e maggio - in orario scolastico e nel limite delle ore di lezione di una giornata.

 

  • b ) L’assemblea è concessa dal Dirigente previa richiesta della maggioranza del Comitato studentesco composto dai rappresentanti di classe e d’Istituto degli studenti.
  • c ) La richiesta con dettagliato ordine del giorno deve essere presentata al Dirigente almeno otto giorni prima della data di svolgimento.
  • d ) Il relativo verbale viene depositato in presidenza.

 

  1. Assemblee del Comitato Studentesco

a ) Sono convocate su richiesta degli studenti eletti nel Consiglio d?Istituto o della maggioranza dei rappresentanti di classe o dal Dirigente, con almeno tre giorni feriali di preavviso.

b ) Alle assemblee di classe o di Istituto possono assistere, oltre al Dirigente Scolastico o un suo

delegato, anche gli insegnanti che lo desiderano.

 

 

************ CAPO II DOCENTI

 

Art. 21

Indicazioni sui doveri dei docenti

  1. I docenti che accolgono gli alunni devono trovarsi in classe almeno cinque minuti prima dell’inizio delle lezioni.
  2. Il docente della prima ora deve segnalare sul registro di classe gli alunni assenti, controllare quelli dei giorni precedenti e segnare sul registro di classe l’avvenuta o la mancata giustificazione, se l’assenza è superiore a cinque giorni precedenti e segnare sul registro di classe l’avvenuta o la mancata giustificazione, se l’assenza è superiore a cinque giorni, deve accertare la presenza del certificato medico. Il docente, qualora un alunno dopo tre giorni dal rientro continui ad essere sprovvisto di giustificazione, segnalerà in Presidenza il nominativo.
  3. In caso di ritardo di un alunno occorre segnare l’orario di entrata, la giustificazione o la richiesta di giustificazione e ammetterlo in classe.
  4. I docenti hanno cura di non lasciare mai, per nessun motivo, gli alunni da soli.
  5. Durante l’intervallo i docenti vigilano sull’intera classe e collaborano con i colleghi delle altre classi.
  6. Durante le ore di lezione non è consentito fare uscire dalla classe più di un alunno per volta, fatta eccezione per i casi seriamente motivati.
  7. Se un docente deve per pochi minuti allontanarsi dalla propria classe occorre che avvisi un collaboratore scolastico o un collega affinché vigili sulla classe.
  8. In occasione di uscite o per trasferimenti in palestra o nei laboratori, gli alunni devono lasciare in ordine il materiale scolastico chiuso nelle borse affinché altri alunni, sotto la guida e la sorveglianza dei docenti, possano usufruire dell’aula senza creare problemi.
  9. Al termine delle lezioni i docenti accertano che i locali utilizzati vengano lasciati in ordine ed i materiali siano riposti negli appositi spazi.
  10. I docenti devono prendere visione dei piani di evacuazione dei locali della scuola e devono sensibilizzare gli alunni sulle tematiche della sicurezza.
  11. E’ assolutamente vietato ostruire con mobili, arredi, anche solo temporaneamente, le vie di fuga e le uscite di sicurezza.
  12. Non è consentito, per ragioni di sicurezza, sistemare mobili bassi accanto a vetrate e finestre, sia in aula che in qualunque altra zona dell’edificio scolastico accessibile agli alunni.
  13. I docenti,ove accertino situazioni di pericolo, devono prontamente comunicarlo in Presidenza.
  14. I docenti hanno facoltà di richiedere colloqui e/o approfondimenti telefonici con le famiglie nell’ottica di un rapporto scuola/famiglia più trasparente e fattivo.

 

  1. Ogni docente apporrà la propria firma per presa visione delle circolari e degli avvisi. In ogni caso tutte le circolari e gli avvisi affissi all’albo della scuola o inseriti nell’apposito registro degli avvisi si intendono regolarmente notificati.
  2. I docenti non possono utilizzare i telefoni cellulari durante l’orario di lavoro.
  3. I docenti non possono utilizzare i telefoni della scuola per motivi personali.

 

************

 

CAPO III PERSONALE AMMINISTRATIVO

 

Art. 22

Doveri del personale amministrativo

  1. Il ruolo del personale amministrativo è indispensabile anche come supporto all’azione didattica e la valorizzazione delle loro competenze è decisa per l’efficienza e l’efficacia del servizio e per il conseguimento delle finalità educative.
  2. Il personale amministrativo indossa, in modo ben visibile, il tesserino di riconoscimento per l’intero orario di lavoro ed al telefono risponde con la denominazione dell’Istituzione Scolastica e il loro nome.
  3. Cura i rapporti con l’utenza nel rispetto delle disposizioni in materia di trasparenza e di accesso alla documentazione amministrativa prevista dalla legge.
  4. Collabora con i docenti.
  5. La qualità del rapporto col pubblico e col personale è di fondamentale importanza, in quanto esso contribuisce a determinare il clima educativo della scuola e a favorire il processo comunicativo tra le diverse componenti che dentro o attorno alla scuola si muovono.
  6. Il personale amministrativo è tenuto al rispetto dell’orario di servizio.

 

 

************

 

CAPO IV

ASSISTENTI TECNICI - COLLABORATORI SCOLASTICI

 

Art. 23 Assistenti Tecnici

L’assistente tecnico coadiuva l’insegnante nelle seguenti operazioni:

  1. E’ tenuto ad adoperarsi per la messa a punto degli strumenti in modo di assicurarne l’efficienza, anche al fine di evitare infortuni e danni alle persone e alle cose.
  2. E’Tenuto ad assicurarsi del funzionamento degli strumenti prima dell’ingresso in laboratorio dell’insegnante e della classe.
  3. Tiene aggiornati materiali a disposizione nei laboratori.
  4. È presente durante l’attività didattica per intervenire nel caso in cui si verificassero problemi con le macchine.
  5. Alla fine di ogni ora di lezione verifica eventuali anomalie, guasti o danni arrecati, comunicando all’ufficio tecnico eventuali responsabili.
  6. Provvede alla rimessa in ordine delle macchine e del materiale impiegato durante le lezioni.
  7. Provvede alle piccole riparazioni delle macchine utilizzate.
  8. L’assistente tecnico in servizio deve chiudere a chiave la porta di accesso dei laboratori quando tutte le attività sono cessate.
  9. L’Assistente tecnico deve impedire l’accesso ai laboratori a persone esterne alla scuola, a meno che non siano in possesso di autorizzazione del Dirigente Scolastico o di un suo delegato.

 

 

Art. 24

Norme di comportamento e doveri dei collaboratori scolastici

  1. I collaboratori scolastici sono tenuti a prestare servizio, salvo diverse disposizioni, nella zona di competenza secondo le mansioni loro assegnate.
  2. In ogni turno di lavoro i collaboratori scolastici devono accertare l’efficienza dei dispositivi di sicurezza, individuali e collettivi, e la possibilità di utilizzarli con facilità.
  3. I collaboratori scolastici:
    • indossano, in modo ben visibile, il tesserino di riconoscimento per l’intero orario di lavoro;
    • devono vigilare sull’ingresso e sull’uscita degli alunni;
    • sono facilmente reperibili da parte degli Insegnanti, per qualsiasi evenienza;
    • collaborano al complessivo funzionamento didattico e formativo;
    • comunicano immediatamente al Dirigente Scolastico o ai suoi Collaboratori l’eventuale assenza dell’Insegnante dall’aula, per evitare che la classe resti incustodita;
    • favoriscono l’integrazione degli alunni portatori di handicap;
    • vigilano sulla sicurezza ed incolumità degli alunni, in particolare durantegli spostamenti e nelle uscite degli alunni per recarsi ai servizi o in altri locali
    • possono svolgere, su accertata disponibilità, funzione di accompagnatore durante i viaggi e le visite d’istruzione;
    • riaccompagnano nelle loro classi gli alunni che senza seri motivi, sostano nei corridoi;
    • sorvegliano gli alunni in caso di uscita dalle classi, di ritardo, assenza, o allontanamento momentaneo dell’insegnante;
    • impediscono, con le buone maniere, che gli alunni di altri corsi possano svolgere azioni di disturbo nel corridoio di propria pertinenza, riconducendoli alle loro classi;
    • sono disponibili con gli alunni, non dimenticando mai che la funzione della scuola è quella di educare specialmente quegli allievi che ne hanno più bisogno;
    • tengono i servizi igienici sempre decorosi, puliti e accessibili;
    • provvedono, al termine delle lezioni, alla quotidiana pulizia con acqua e detersivi disinfettanti dei servizi e degli spazi di pertinenza, nonché delle suppellettili delle aule affidate;
    • non si allontanano dal posto di servizio, tranne che per motivi autorizzati dal Direttore

S.G.A. o dal Dirigente Scolastico;

  • invitano tutte le persone estranee che non siano espressamente autorizzate dal Dirigente Scolastico a uscire dalla Scuola. A tale proposito si terranno informati sugli orari di ricevimento dei genitori, collocati sempre in ore libere da insegnamento;
  • sorvegliano l’uscita delle classi;
  1. Ove accertino situazioni di disagio, di disorganizzazione o di pericolo, devono prontamente comunicarlo in Segreteria. Segnalano, sempre in segreteria, l’eventuale rottura di suppellettili, sedie o banchi prima di procedere alla sostituzione.
  2. Accolgono il genitore dell’alunno minorenne, che vuol richiedere l’autorizzazione all’uscita anticipata. Il permesso di uscita, firmato dal Dirigente Scolastico o da un docente delegato, verrà portato dal collaboratore nella classe dell’alunno, dove il docente dell’ora provvederà alla annotazione dell’autorizzazione sul registro di classe. Dopodiché l’alunno che ha richiesto di uscire anticipatamente potrà lasciare la scuola.
  3. Al termine del servizio tutti i collaboratori scolastici, di qualunque turno e a qualsiasi spazio addetti dovranno controllare, dopo aver fatto le pulizie, quanto segue:
    • che tutte le luci siano spente;
    • che tutti i rubinetti dei servizi igienici siano ben chiusi;
    • che siano chiuse le porte delle aule, le finestre e le serrande delle aule e della scuola;
    • che ogni cosa sia al proprio posto e in perfetto ordine;
    • che vengano chiuse le porte e i cancelli della scuola;

 

  • gli ausiliari addetti agli uffici controlleranno che siano chiuse tutte le porte degli uffici.
  1. Devono apporre la propria firma, per presa visione, sulle circolari e sugli avvisi; in ogni caso tutte le circolari e gli avvisi affissi all’albo della scuola o inseriti nel registro degli avvisi della scuola si intendono regolarmente notificati al personale tutto.
  2. E’ fatto obbligo ai collaboratori scolastici di prendere visione delle mappe di evacuazione dei locali e di controllare quotidianamente la praticabilità ed efficienza delle vie di esodo.

 

 

************

 

CAPO V ALUNNI

 

Art. 25

Norme di comportamento

  1. Gli studenti sono tenuti a frequentare regolarmente tutte le attività curricolari rispettando l’orario di inizio e fine delle stesse. Per le attività extracurricolari ed extrascolastiche a cui gli studenti hanno aderito valgono le stesse indicazioni. Devono assolvere assiduamente agli impegni di studio.
  2. All’inizio dell’anno scolastico ad ogni studente viene consegnato il libretto personale che sarà strumento per le comunicazioni scuola famiglia in particolare per assenze e ritardi. Per gli studenti minorenni il libretto deve essere firmato dal genitore o da chi ne fa le veci; per gli studenti maggiorenni il libretto può essere firmato dall’alunno stesso. Il libretto deve essere conservato con cura e deve essere disponibile in ogni momento.
  3. La scuola comunica alle famiglie le assenze mediante i canali tradizionali e con la puntuale compilazione del registro elettronico, consultabile dai genitori degli studenti mediante password da ritirare presso la segreteria didattica.
  4. L’accesso alle aule è consentito solo dopo il suono della prima campanella.
  5. L'accesso alla palestra, alle aule speciali o laboratori avviene unicamente in presenza dell’insegnante.
  6. La presenza in Istituto degli studenti oltre il normale orario scolastico deve essere preventivamente autorizzata.

 

Art.26

Accesso alle aule, ritardi e assenze, permessi

  1. Gli alunni sono ammessi alle aule cinque minuti prima dell’inizio delle lezioni, al suono della prima campanella.
  2. Le lezioni iniziano al suono della seconda campanella. Nei primi minuti di lezione l’insegnante della prima ora verifica tramite appello nominale la presenza degli studenti in aula e successivamente registra le eventuali giustificazioni delle assenze e dei ritardi.
  3. gli alunni in ritardo sono ammessi direttamente dal docente di classe, al massimo entro dieci minuti dal suono della seconda campanella. eventuali deroghe sono consentite solo in seguito a motivi documentati dallo studente e accertati dal dirigente o dal collaboratore. accertati i motivi del ritardo, il dirigente o i collaboratori rilasciano allo studente un permesso di entrata da esibire al docente di classe.
  4. In sede di scrutinio finale, la frequenza dei ritardi e delle assenze, è criterio di valutazione.
  5. I docenti, i coordinatori e il Dirigente Scolastico hanno facoltà di controllare l’effettiva presa d’atto delle famiglie riguardo alle assenze degli studenti.
  6. Gli studenti che possono documentare oggettive e ripetute difficoltà a raggiungere in orario la scuola con i mezzi di trasporto disponibili, hanno diritto a concordare con il Dirigente Scolastico un diverso orario di ingresso a scuola, temporaneo o permanente, entro il quale non saranno considerati assenti o in ritardo alle lezioni.

 

  1. Ugualmente e per gli stessi motivi, il Dirigente Scolastico può concedere permessi di uscita anticipata da scuola, una volta che abbia ricevuto documentazione di una reale difficoltà di trasporto degli studenti. Tali permessi sono comunque da considerare misure eccezionali, in considerazione del valore che l’Istituto assegna alla frequenza puntuale ed assidua a tutte le lezioni.

 

Art. 27

Giustificazioni dei ritardi e delle assenze

  1. Tutte le assenze e i ritardi vanno motivati, dalle famiglie o dagli studenti se maggiorenni, tramite il libretto scolastico.
  2. In caso di assenze, superiori a 5 giorni, per motivi di famiglia, lo studente è tenuto ad informare la scuola con un congruo anticipo, tramite lettera indirizzata al Capo d'Istituto e debitamente firmata dai genitori.
  3. Gli studenti non possono, in nessun caso, abbandonare l'Istituto durante il periodo delle lezioni senza l'autorizzazione del Capo d'Istituto o di un suo delegato. La disposizione vale anche per le attività extra- curriculari.

 

Art. 28 Uscite anticipate

  1. Gli studenti maggiorenni che abbiano la necessità di lasciare la scuola prima della fine delle lezioni, dovranno seguire il seguente iter procedurale:

I genitori dovranno depositare di persona in segreteria apposita delega, valevole per l’intero anno scolastico, con la quale autorizzeranno l’Istituto all’uscita anticipata dei propri figli.

Il modello di delega dovrà essere compilato e firmato da entrambi i genitori e consegnato personalmente dai genitori presso lo sportello della segreteria didattica.

Alla delega saranno allegate le fotocopie dei documenti di riconoscimento di entrambi i genitori e dello/della studente/studentessa interessato/a.

Una volta depositata e protocollata la Delega, gli studenti maggiorenni, che avranno l’esigenza di lasciare l’Istituto prima del termine delle lezioni, dovranno presentarsi dalle ore

8.15 alle ore 8.20, presso l’Ufficio di Vicepresidenza consegnando l’apposito modello di richiesta, scaricabile dal sito della scuola.

Successivamente verranno avvisate le famiglie dell’uscita anticipata, al fine di coniugare l’obbligo di vigilanza e formazione della scuola con il diritto di autodeterminazione dello studente maggiorenne. La richiesta sarà depositata agli Atti dell’Istituto.

Una volta presentato il modello di richiesta e avvenuta la comunicazione alla famiglia, agli studenti verrà rilasciato il permesso, già giustificato, di uscita anticipata, che sarà registrato dall’insegnante che all’ora dell’uscita anticipata si troverà in classe.

  1. Gli studenti minorenni possono lasciare l’Istituto solo se prelevati da un genitore o da un suo delegato con delega scritta da parte dei genitori e relativa fotocopia della carta di identità del delegante e del delegato.

Entrate posticipate e uscite anticipate concorrono ad aumentare il numero del monte ore di assenza degli studenti che ne usufruiscono.

 

Art. 29

Uscite anticipate per malore

  1. in casi di indisposizione o malore improvviso lo studente, minorenne o maggiorenne è autorizzato a lasciare l'istituto solo se accompagnato da un familiare o da persona delegata.
  2. Il Dirigente Scolastico o il personale preposto, possono richiedere l’intervento del servizio sanitario di pronto soccorso, se ritenuto necessario.

 

Art. 30 Comportamento a scuola

  1. Il comportamento a scuola deve essere rispettoso della persona, delle idee e del lavoro. Un comportamento corretto richiede:
    • Un abbigliamento consono all’ambiente e alla situazione;
    • Un linguaggio adeguato;
    • Il rispetto degli altri;

 

  1. Gli studenti devono limitare le richieste di uscita dall'aula al minimo indispensabile e solo per reali necessità.
  2. Il prolungarsi eccessivo dell'allontanamento è considerato interruzione arbitraria dell'attività in classe e va segnalato sul registro di classe.
  3. Al cambio dell'ora gli alunni devono trattenersi nelle loro aule. Durante le ore di lezione allo studente non è permesso mangiare. È consentito solo il consumo di acqua.
  4. E’ vietato fumare in tutti gli ambienti scolastici e in tutte le pertinenze esterne.
  5. Durante l’intero orario scolastico i cellulari ed altri dispositivi elettronici devono essere tenuti spenti e disposti sulla cattedra o nel cassetto della stessa. gli studenti consegneranno al docente della prima ora i dispositivi elettronici di cui sono in possesso per riottenerli cinque minuti prima della fine dell’ultima ora. Riferimento nota MIUR 15 marzo 2007.
  6. Durante la partecipazione degli studenti alle attività laboratoriali, motorie o didattiche, che necessitino uno spostamento dall’aula, lo studente recherà con sé il proprio dispositivo, denaro ed altri oggetti di valore, per il cui smarrimento l’Istituto non si assume alcuna responsabilità.
  7. L’accesso al servizio bar è consentito in orario determinato e regolarizzato dal dirigente attraverso una disposizione scritta. L’accesso al bar è comunque consentito ad uno studente per classe che acquisterà vivande e alimenti per tutti gli studenti della classe di riferimento.
  8. Il dirigente scolastico o i suoi collaboratori possono derogare solo in caso di necessità documentata o impellente dello studente.

Art. 31 Trasferimenti al cambio dell'ora

  1. I trasferimenti dalle aule alla palestra e ai laboratori devono avvenire alla presenza del docente con ordine e tempestività senza disturbare l’attività didattica delle altre classi. Tutti gli studenti sono tenuti ad essere presenti in palestra durante le ore di lezione di Educazione Fisica. La disposizione riguarda anche gli studenti esonerati o temporaneamente impediti ai quali non è consentito restare in aula o negli spogliatoi.
  2. E’ fatto divieto agli alunni invitare estranei ed intrattenersi con loro nella scuola.

 

Art. 32

Diritto di trasparenza nella didattica

L’alunno ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola.

Il coordinatore del CdC si farà carico di illustrare alla classe il POF e recepirà osservazioni e suggerimenti che verranno posti all’analisi e alla discussione del consiglio di classe.

I docenti esplicitano le metodologie didattiche che intendono seguire, le modalità di verifica e i criteri di valutazione.

La valutazione sarà sempre tempestivamente motivata nell’intento di attivare negli alunni processi di autovalutazione che consentano di individuare i propri punti di forza e di debolezza e quindi migliorare il proprio rendimento.

 

***********

 

 

CAPO VI GENITORI

 

Art. 33 Indicazioni

  1. I genitori sono i responsabili più diretti dell’educazione e dell’istruzione dei propri figli e pertanto hanno il dovere di condividere con la scuola tale importante compito.
  2. E’ opportuno che i genitori:
    • trasmettano ai ragazzi che la scuola è di fondamentale importanza per il loro futuro e per la loro formazione culturale;
    • Stabiliscano rapporti corretti con gli Insegnanti, collaborando a costruire un clima di reciproca fiducia e di fattivo sostegno;
    • Controllino  leggano     e firmino tempestivamente le comunicazioni sul libretto personale.
    • Consultino il sito web dell’istituto per leggere le comunicazioni del dirigente;
    • Ritirino le password per accedere al registro elettronico dal quale si evincono assenze, ritardi, valutazioni e annotazioni che riguardano i propri figli.
    • Partecipino con regolarità alle riunioni previste;
    • Favoriscano la partecipazione dei figli a tutte le attività programmate dalla scuola;
    • Osservino le modalità di giustificazione delle assenze, dei ritardi e delle uscite anticipate;
    • sostengano gli Insegnanti controllando l’esecuzione dei compiti a casa;
  3. Gli insegnanti sono disponibili ad incontri individuali, tutte le volte che la situazione lo richieda o quando venga fatta esplicita richiesta in tal senso dalla famiglia. In questi casi si concorda, tramite gli alunni, l’orario di ricevimento. La scuola, in casi urgenti o per segnalare situazioni particolari, invierà alle famiglie degli alunni un avviso di convocazione.
  4. In caso di sciopero del personale la scuola avvertirà le famiglie con apposito comunicato e con congruo anticipo. Non sempre sarà possibile garantire il normale svolgimento delle lezioni. È possibile, quindi, che gli alunni presenti in scuola siano suddivisi in gruppi e affidati per la vigilanza ai docenti e/o ai collaboratori scolastici non scioperanti. In situazioni di emergenza verranno comunque impartire opportune disposizioni.
  5. Allo scopo di mantenere vivo e proficuo l’affiatamento tra le famiglie e la scuola i genitori sono inviatati ad utilizzare al massimo le occasioni offerte partecipando alle assemblee di classe ed ai colloqui individuali con i docenti nelle occasioni di ricevimento. Sono gradite e possibili anche altre forme di collaborazione o proposte di riunioni suggerite dai genitori stessi.

 

Art. 34 Diritto di Assemblea

  1. I genitori degli alunni hanno diritto di riunirsi in Assemblea nei locali della scuola secondo le modalità previste dagli articoli 12 e 15 del Testo Unico del 16 aprile 1994, n.297.
  2. Le assemblee si svolgono fuori dall’orario delle lezioni.
  3. L’Assemblea dei genitori può essere di classe, per classi parallele o dell’Istituzione Scolastica.

 

Art. 35 Assemblea di classe

  1. L’Assemblea di classe è presieduta da un genitore eletto nel Consiglio di Interclasse, Intersezione, Classe.
  2. E’ convocata dal Presidente con preavviso di almeno cinque giorni. La convocazione può essere richiesta:
    • dagli insegnanti;

 

  • da un quinto delle famiglie degli alunni della classe.
  1. Il Presidente richiede per scritto l’autorizzazione a tenere l’assemblea e provvede; anche tramite gli insegnanti, a diramare gli avvisi di convocazione, contenenti l’ordine del giorno, alle famiglie.
  2. L’Assemblea è valida qualunque sia il numero dei presenti.
  3. Dei lavori dell’Assemblea viene redatto succinto verbale, a cura di uno dei componenti.
  4. Copia del verbale viene inviata alla Presidenza.
  5. Possono partecipare alle riunioni, con diritto di parola, il Dirigente Scolastico e gli insegnanti di classe.

 

Art. 36

Assemblea dell’Istituzione Scolastica

  1. L’Assemblea è presieduta da uno dei genitori, componenti il Consiglio dell’Istituzione scolastica o di classe, eletto dall’assemblea.
  2. L’Assemblea è convocata dal Presidente con preavviso di almeno sette giorni.
  3. La convocazione dell’Assemblea può essere richiesta:
    1. da 50 genitori;
    2. da un quinto dei genitori eletti nei Consigli diClasse;
    3. dal Consiglio d’Istituto;
    4. dal Dirigente Scolastico.
  4. Il Presidente richiede per scritto l’autorizzazione a tenere l’assemblea e provvede, anche tramite gli insegnanti, a diramare gli avvisi di convocazione, contenenti l’ordine del giorno, alle famiglie.
  5. L’Assemblea è valida qualunque sia il numero dei presenti. Dei lavori della Assemblea viene redatto verbale a cura di uno dei partecipanti incaricato dal Presidente.
  6. Copia del verbale viene consegnata alla Presidenza.
  7. Possono partecipare alle riunioni, con diritto di parola, il Dirigente Scolastico e i docenti.

 

Art. 37

Accesso dei genitori nei locali scolastici

  1. Non è consentita per nessun motivo la permanenza dei genitori nelle aule o nei corridoi all’inizio delle attività didattiche.
  2. L’ingresso dei genitori nella scuola, durante le attività didattiche è consentito esclusivamente in caso di uscita anticipata del figlio. Gli insegnanti, pertanto, si asterranno dall’intrattenersi con i genitori durante l’attività didattica anche per colloqui individuali riguardanti l’alunno.
  3. I genitori degli alunni possono accedere agli edifici scolastici nelle ore di ricevimento settimanale dei docenti.

 

***********

 

CAPO VII LABORATORI

 

ART. 38

Uso dei laboratori e aule speciali

  1. I laboratori e le aule speciali sono assegnati dal Dirigente Scolastico all’inizio di ogni anno alla responsabilità di un docente che svolge funzioni di subconsegnatario ed ha il compito di mantenere una lista del materiale disponibile, tenere i registri del laboratorio, curare il calendario d’accesso allo stesso, proporre interventi di manutenzione, ripristino, sostituzione di attrezzature, ecc.....

 

  1. Il responsabile di laboratorio concorda coi i docenti interessati i tempi di utilizzo da parte delle classi e con il Dirigente Scolastico le modalità ed i criteri per l’utilizzo del laboratorio in attività extrascolastiche.
  2. in caso di danni, manomissioni, furti alle attrezzature o ai locali il responsabile del laboratorio o il docente di turno, sono tenuti ad interrompere le attività se le condizioni di sicurezza lo richiedono e a segnalare la situazione tempestivamente in Presidenza per l’immediato ripristino delle condizioni di efficienza e al fine di individuare eventuali responsabili.
  3. L’orario di utilizzo dei laboratori e aule speciali sarà comunicato a cura dei responsabili.
  4. Le responsabilità inerenti all’uso dei laboratori e delle aule speciali, competono all’insegnante nei limiti della sua funzione di sorveglianza ed assistenza agli alunni.
  5. I laboratori e le aule speciali devono essere lasciate in perfetto ordine.

 

Art. 39 Diritto d’autore

1. Il materiale cartaceo, audiovisivo ed informatico è sottoposto alla normativa sui diritti d’autore, quindi i docenti si assumono ogni responsabilità sulla riproduzione e/o duplicazione dello stesso.

 

Art. 40

Uso esterno della strumentazione tecnica

(macchine fotografiche, telecamere, portatili, sussidi vari, ecc…)

1. L’utilizzo esterno della strumentazione tecnica in dotazione alla scuola è autorizzato dal Dirigente Scolastico sentito il Direttore SGA;va segnalato nell’apposito registro, ove verranno riportati tutti i dati richiesti a cura del responsabile. Alla riconsegna dell’attrezzatura, l’incaricato provvederà alla rapida verifica di funzionalità degli strumenti, prima di deporli. Si riporterà inoltre sull’apposito registro la data dell’avvenuta riconsegna e le eventuali segnalazioni di danno.

 

Art. 41

Utilizzo delle infrastrutture sportive dell’istituto

  1. Il Dirigente Scolastico nomina all’inizio dell’anno scolastico uno o più docenti responsabili dell’area sportiva dell’Istituzione Scolastica che provvederanno alla predisposizione degli orari di utilizzo e di funzionamento delle singole infrastrutture in orario curricolare e al coordinamento delle iniziative extracurricolari.
  2. La palestra e le sue attrezzature sono riservate, durante le ore di lezione, agli alunni. Per ragioni di tipo igienico in palestra si dovrà entrare solamente con le scarpe da ginnastica.

 

Art. 42

Uso degli strumenti di scrittura e duplicazione

  1. Le attrezzature dell’Istituto per la stampa e la riproduzione (fotocopiatrice, computerecc), oltre al primario uso didattico ed amministrativo, possono essere utilizzate per attività di esclusivo interesse della scuola.E’ escluso l’utilizzo degli strumenti della scuola per scopi personali.
  2. L’uso delle fotocopiatrici, per motivi di sicurezza e per evitare guasti,è riservato al personale incaricato.
  3. I docenti devono consegnare al personale incaricato con anticipo di almeno un giorno il materiale da riprodurre.
  4. L’uso della fotocopiatrice è gratuito per il materiale didattico utilizzato dagli alunni e dagli insegnanti, nei limiti degli stanziamenti di bilancio fissati annualmente.

 

 

*************

 

 

CAPO VIII COMUNICAZIONI

 

Art. 43

Distribuzione materiale informatico e pubblicitario

  1. Nessun tipo di materiale informativo di pubblicità varia potrà essere distribuito nelle classi, o comunque nell’area scolastica, senza la preventiva autorizzazione del Dirigente Scolastico.
  2. E’ garantita la possibilità di scambio e di circolazione di ogni tipo di materiale utilizzabile nel lavoro scolastico (giornali, ecc….) e di quello frutto del lavoro della scuola stessa e delle classi (giornalino, mostre, ricerche).
  3. E’ garantita la possibilità di informazione ai genitori da parte di Enti, Associazioni culturali, ecc…
  4. La scuola non consentirà la circolazione di informazione pubblicitaria a scopo economico e speculativo.
  5. Il Dirigente Scolastico disciplinerà la circolazione del materiale.
  6. Per gli alunni si prevede di :
  1. distribuire tutto il materiale che riguarda il funzionamento e l’organizzazione della scuola;
  2. autorizzare la distribuzione del materiale relativo alle attività sul territorio a livello Comunale e Comprensoriale, inviato da Enti istituzionali;
  3. autorizzare la distribuzione di materiale che si riferisca ad iniziative od attività sul territorio, gestite da Enti, Società, Associazioni private che abbiano stipulato accordi di collaborazione con la Scuola, purché l’iniziativa non persegua fini di lucro.

 

CAPO VIII ACCESSO DEL PUBBLICO

 

Art. 44

Accesso di estranei ai locali scolastici

  1. Qualora i docenti ritengano utile invitare in classe altre persone in funzione di “esperti”a supporto dell’attività didattica chiederanno, di volta in volta, l’autorizzazione al Dirigente Scolastico. Gli “esperti”permarranno nei locali scolastici per il tempo strettamente necessario all’espletamento delle loro funzioni. In ogni caso la completa responsabilità didattica e di vigilanza della classe resta del docente.
  2. Nessun’altra persona estranea e comunque non fornita di autorizzazione rilasciata dal Dirigente Scolastico o suo delegato può entrare nell’edificio scolastico dove si svolgono le attività didattiche.
  3. Chiunque ha libero accesso, durante le ore di apertura della scuola, al locale dove si trova l’albo d’istituto per prendere visione degli atti esposti e può accedere all’ufficio di Presidenza e di segreteria durante l’orario di apertura dei medesimi.
  4. I signori rappresentanti ed agenti commerciali devono qualificarsi esibendo tesserino di riconoscimento.

 

E’ allegato al presente documento il Regolamento di Disciplina che ne costituisce parte integrante.

 

Piedimonte Matese,

 

 

                                                                                                                                              Il Dirigente Scolastico

                                                                                                                     Prof.ssa Clotilde Marcellina Riccitelli